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INAIL. DATI AI RAGGI X

Infortuni sul lavoro e morti bianche: non c'è pace

Il prossimo 10 ottobre ricorre la 71ª edizione della Giornata Anmil per le vittime. Draghi: «Pene più severe». I sindacati: «Strage da fermare»

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

02 Ottobre 2021 - 06:30

Infortuni  sul lavoro: non c'è pace

CREMONA - Una ferita aperta, quella degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche. Il prossimo 10 ottobre ricorre la 71ª edizione della Giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Nelle scorse ore, sulla scia della raffica di infortuni mortali avvenuti in tutta Italia, c’è stato l’intervento del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha parlato di «pene più severe e immediate» e poi di «collaborazione interna alla fabbrica e all’azienda per l’individuazione precoce delle debolezze in tema di sicurezza sul lavoro». Il premier ha anche definito quella dei morti sul lavoro «una strage continua». Per i sindacati cremonesi siano di fronte a una «strage da fermare a tutti i costi». Per Stefano Allegri, presidente di Confindustria Cremona, «decisive formazione e prevenzione».

Gli ultimi dati lombardi forniti dall’Inail, aggiornati alla fine dello scorso agosto (il precedente aggiornamento era del 30 aprile 2021), vanno letti alla luce dell’impatto che ha avuto il Covid sul mondo del lavoro, il che significa tenere conto delle persone che non hanno potuto lavorare a causa della pandemia e di coloro che, per quella malattia contratta sul lavoro, hanno perso la vita. Situazioni mai verificate prima.

In provincia di Cremona, nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 agosto 2021, si sono registrati 2.920 infortuni contro i 3.663 dello stesso periodo del 2020, con un calo del 20%. Nel raffronto tra i mesi di agosto 2020 e agosto 2021, a Cremona si passa da 274 a 209 infortuni. Ancora più marcata la differenza tra i due anni se si esaminano i soli infortuni con esito mortale.

Tra gennaio e agosto 2020 i decessi sono stati 23 (29 durante tutto il 2020) mentre nello stesso periodo di quest’anno se ne sono registrati 5, con un calo del 78%. È evidente l’impatto del Covid-19, che in tutta la fase precedente e quella subito successiva all’avvio delle vaccinazioni ha colpito e coinvolto la cittadinanza, anche sui luoghi di lavoro, a una portata notevole, senza che fossero ancora dispiegate le difese fornite dalla campagna vaccinale. Si crea un paradosso: il rallentamento della pandemia fa sì che risulti un calo rispetto al 2020. Queste valutazioni trovano un riscontro molto evidente nelle categorie che hanno pagato il prezzo più elevato alla pandemia, su tutte quelle sanitarie. Infatti a livello regionale preoccupa la tendenza in atto da alcune settimane a questa parte: nel mese di agosto 2021 gli infortuni sono stati superiori allo stesso mese del 2020: 4.746 contro 4.373. Dato rispetto al quale, come si è visto, Cremona è in controtendenza.

Complessivamente, da gennaio a fine agosto, gli infortuni in Lombardia sono stati 63.551, contro i 65.936 del 2020. Come dire un infortunio sul lavoro denunciato all’Inail ogni sei minuti. A questi dati - come evidenziato da alcuni sindacati - vanno aggiunti quelli relativi al Registro Regionale dell’ Ats, che rileva gli infortuni mortali in altro modo (all’interno dei luoghi di lavoro) in Lombardia: a settembre 2020 i decessi erano stati 21, a settembre 2021 sono stati 34. Il 64% in più. Anche qui un’impennata che preoccupa.

Per quanto concerne le province Lombarde, tra gennaio e agosto 2021 un terzo degli infortuni si è verificato in provincia di Milano (20.729). Seguono le province del cuore industriale lombardo - Brescia (8.744) e Bergamo (7.296) - quindi Varese 5.310, Monza (4.392), Como (3.250), Pavia (3.026), Mantova (3.025), Cremona (2.920) Lecco (2.117) , Lodi (1.517) e Sondrio (1.225).

Rilevante anche l’analisi degli infortuni avvenuti in Lombardia per classi di età. Le due fasce in cui si registra il maggior numero di incidenti è quella tra 45-49 anni e quella 50-54, che nei primi otto mesi del 2021 hanno coinvolto oltre 8 mila persone per fascia. Segue la classe 55-59 anni. Da rimarcare quello che accade nella fascia sotto i 14 anni: tra gennaio e agosto 2021 si sono registrati in Lombardia 4.064 infortuni contro i 2.477 dello stesso periodo del 2020. Numeri che fanno riflettere.

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