Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL PUNTO

Buzzella leader vero senza bisogno di urlare

0rgoglio e senso di responsabilità: Confindustria Lombardia cambia presidente, nuovo stile, ma lo fa nel segno della continuità

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

01 Ottobre 2021 - 06:30

Buzzella leader vero senza bisogno di urlare

Marco Bonometti e Francesco Buzzella

Dalla dirompente energia di Marco Bonometti alla pacata fermezza di Francesco Buzzella. Dal fiume in piena del presidente uscente all’analisi dettagliata del numero 1 entrante. Dai messaggi in «do di petto», come l’acuto di un tenore, alle parole pronunciate con eleganza, quasi sottovoce. 

Passo il testimone a un grande imprenditore che ha la determinazione, la caparbietà e l’esperienza necessarie per continuare il lavoro che ho portato avanti in questi anni

Confindustria Lombardia cambia leader e cambia stile. Ma lo fa nel segno della continuità: «Passo il testimone a un grande imprenditore che ha la determinazione, la caparbietà e l’esperienza necessarie per continuare il lavoro che ho portato avanti in questi anni: difendere a ogni livello la Lombardia, che è il motore trainante d’Italia e d’Europa», ha sottolineato Bonometti lanciando il suo successore.

«Bonometti entrerà nel Consiglio generale di Confidustria perché non possiamo rinunciare alla sua forza e alla sua esperienza», l’ha ricambiato Buzzella aprendogli le porte dell’assise nazionale. Nessuno strappo, dunque. Anche se lo stile sarà diverso. Un dettaglio. Perché fin dal primo discorso Buzzella ha pronunciato parole pesanti. Senza bisogno di urlare. 

Il discorso di investitura di Buzzella è durato 26 minuti e 18 secondi e tanto gli è bastato per rivendicare i meriti storici e presenti degli imprenditori («Come Paese non siamo certo una potenza militare, ma una potenza industriale sì: invadiamo gli altri Paesi con i nostri prodotti, perché sono i migliori»), per denunciare il paradosso della fuga dei cervelli («Lo Stato spende 20 miliardi all’anno per formare giovani che poi regala alla concorrenza»), per bocciare il reddito di cittadinanza («Deresponsabilizza il cittadino e, anziché creare occupazione, distribuisce benefici senza preoccuparsi delle risorse disponibili») e per ribadire il valore etico e sociale del lavoro («Non serve per avere qualcosa, ma per essere qualcuno»).

Di più: Buzzella ha puntato l’indice contro il sistema distorto della formazione e dell’istruzione che provoca «il terzo peggior disallineamento al mondo fra domanda e offerta sul mercato del lavoro, uno spread ancora più pericoloso di quello finanziario»; ha lanciato la proposta di utilizzare la leva fiscale per favorire l’occupazione giovanile «trasformando la Lombardia in un laboratorio sperimentale»; ha messo i puntini sulle «i» in materia di transizione energetica e di sostenibilità ambientale («Essere i primi ad adottare regole più rigorose può essere un vantaggio, ma soltanto se anche il resto del mondo si adegua, altrimenti sarà un boomerang») e ha preso a schiaffi l’Europa «incapace di decidere», pur dichiarandosi «europeista convinto».

Buzzella ha esordito citando Winston Churchill e la Costituzione e ha chiuso strappando applausi con una frase di Giovanni Falcone: «Perché una società vada bene, basta che ognuno faccia il proprio dovere». Parole nitidissime, in pieno Draghi Style. Ma anche in Carlo Bonomi Style. Non a caso il neo presidente regionale di Confindustria e il leader nazionale sono nati nello stesso posto: a Crema, oggi più che mai epicentro dell’economia nazionale. Entrambi conoscono l’arte di farsi sentire senza bisogno di alzare la voce. Non che Bonometti ululasse alla Luna: aveva solo un diverso modo di proporsi. E a chi lo conosce bene ha fatto un certo effetto sentirgli dire «grazie ai rappresentanti sindacali per la collaborazione e il buonsenso dimostrati nella ricerca delle soluzioni più efficaci all’emergenza pandemia, quando tutti eravamo disperati e spaventati». «Il mondo è cambiato, ma siamo cambiati anche noi», ha sottolineato Bonometti. E non poteva esserci dimostrazione migliore. Ora tocca a Buzzella. In tandem con Bonomi. I leader che parlano sottovoce. Ma sanno farsi sentire. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400