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Gli studenti de Il Megafono: "Doppi turni inaccettabili"

Lettera aperta: "Le scuole non possono sottostare alle condizioni di chi gestisce il trasporto pubblico"

La Provincia Redazione

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27 Settembre 2021 - 20:15

Gli studenti de Il Megafono: "Doppi turni inaccettabili"

CREMONA - "La proposta di istituire doppi turni di ingresso per le scuole è inaccettabile", scrivono i rappresentanti del collettivo studentesco il Megafono in una lettera indirizzata all’agenzia TPL, al gestore del servizio Arriva Italia e idealmente rivolta a studenti, personale scolastico, presidi, docenti, genitori e amministrazione cremonesi. "Siamo infatti arrivati al punto che non è l’azienda dei trasporti a doversi adattare alle scuole, ma le scuole a dover sottostare alle condizioni di chi gestisce il trasporto pubblico. Che concetto di istruzione deve esserci nella mente dei vertici dell’azienda per partorire una simile proposta? - si legge nel messaggio -. Avete avuto mesi a disposizione per trovare una soluzione, possibilità di tavoli di mediazione, opportunità di trovare i fondi che non volete proprio tirare fuori. Ora basta. Trovate una soluzione che non sia assurda e insostenibile. Assumetevi e onorate il vostro ruolo sociale o ammettete la vostra totale ed inadeguata incapacità a gestire la situazione ed agite di conseguenza. Non accetteremo doppi turni". I ragazzi de Il Megafono elencano tutte le ragioni che rendono "insostenibile" l'ipotesi dei doppio turni. 

 
Difficoltà logistiche

In primo luogo ci viene da chiederci come si potrebbe strutturare la vita scolastica in simili condizioni. Non sono stati diffusi infatti dettagli precisi in merito, e questo già è un dato sufficiente per formulare un giudizio su una proposta che è così assurda che è difficile da concepire. Gli interrogativi e le problematiche sono pressoché infiniti: i pendolari verrebbero divisi dai loro compagni di classe del centro? Nel caso di ingresso alle 10 l’uscita sarebbe prevista alle 15, pertanto la pausa pranzo come e dove verrebbe gestita? Le nostre scuole hanno problemi strutturali che permettono a malapena di trovare gli spazi per svolgere le attività curricolari, dove si pensa di allestire delle mense (per di più in tempi di Covid)? Chi pagherebbe i pasti? Come verrebbero divisi gli studenti e le studentesse? Le classi si alternerebbero con ingressi alle 8 e alle 10 in base ai giorni? E per quanto riguarda gli orari, andrebbero rifatti da capo? I professori e le professoresse, insieme ai loro studenti e alle loro studentesse, si dovrebbero semplicemente adattare a questo sconvolgimento a scuola avanzata?

 
Tempo libero

L’istituzione di doppi turni implicherebbe lo svolgimento delle lezioni fino al pomeriggio (intorno alle 15) per alcune classi. Questo significa che il pomeriggio, calcolando in media una trentina di minuti per tornare a casa, inizierebbe per gli studenti e le studentesse alle 15.30 senza la possibilità di una pausa. Come potrebbe mai conciliarsi questo con il normale carico di studio e le attività extrascolastiche di cui ognuno e ognuna di noi ha bisogno? Sono tutte sacrificabili per ottemperare alle necessità di un’azienda di trasporti?

 
Alienazione

Dopo un anno e mezzo di privazione degli spazi e delle occasioni di socialità per gli e le adolescenti, gravemente condizionati a livello psicologico da questa emergenza sanitaria, si pensa bene di ritardare il momento in cui entrano a scuola la mattina (realisticamente le due ore dalle 8 alle 10 le si passerebbero in casa, a dormire o a ripassare per le lezioni/verifiche della giornata) e ridurre le ore libere nel pomeriggio. Possiamo parlare senza problemi di un disagio psicologico di massa per una generazione intera che ora rischia di essere aggravato, ricordiamolo, per tutelare gli interessi dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico.

 
Disuguaglianze

Simili soluzioni non fanno che accentuare le disuguaglianze esistenti tra studenti e studentesse residenti in città e in campagna o in periferia. Chi abita in centro non avrà problemi e continuerà ad andare a scuola come di consueto, mentre i disagi ricadranno sui pendolari che purtroppo vivono lontani dalle scuole. Sembra essere il ragionamento dell’azienda, nel migliore dei casi paternalistico e fatalista, in realtà classista e ipocrita. Per quanto la logica aziendale pervada tutto l’orizzonte del pensabile sarebbe bene ricordare ad Arriva che il ruolo che svolge è pubblico, e pertanto eminentemente sociale, che lavori per appianare e non per accettare e rafforzare le disuguaglianze.

 
Prezzi

L’azienda si gloria e rivendica con orgoglio il fatto di non aver aumentato i prezzi degli abbonamenti per i propri mezzi in questo periodo. A noi viene da dire: “non c’è nulla di cui esultare!”. Ci vogliono far pagare per il servizio che è stato descritto nei punti precedenti, sarebbero piuttosto loro a doverci pagare per farci accettare tutto questo, e anche in quel caso non cederemmo! Abbiamo sempre sostenuto la necessità, per migliorare e per incentivare il trasporto davvero pubblico studentesco, di un abbonamento gratuito garantito e riteniamo che sia proprio questo il momento, in cui sembra così impensabile avanzare tale proposta, di continuare a ripeterlo con forza. I prezzi del trasporto sono rimasti inalterati, di ciò l’azienda si gloria. Ma possibile è pensare di pagare, addirittura pagare un prezzo superiore, per un servizio inefficiente e inadatto alle esigenze didattiche come quello proposto dall’azienda?





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