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SANITA' CREMONESE

L'endocrinologo Negrini dall’Asst alla clinica San Camillo: «Progetto ambizioso e avvincente»

«Porto con me un grandissimo bagaglio di esperienze, garantiremo un ottimo lavoro»

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

26 Settembre 2021 - 06:05

L'endocrinologo Negrini dall’Asst alla clinica San Camillo: «Progetto ambizioso e avvincente»

Il medico Federico Negrini

CREMONA - «Una sfida avvincente a cui non potevo dire di no». Il dottor Federico Negrini, endocrinologo dirigente medico dell’Asst di Cremona, dal primo di ottobre lascerà l’Ospedale Maggiore per diventare direttore medico e primario di Medicina alla clinica San Camillo di via Mantova. Obiettivo: costruire e portare avanti un progetto ambizioso e importante nel nuovo istituto.

«Sono arrivato al Maggiore nel 2006 e sono stati anni bellissimi, in cui ho avuto modo di lavorare con grandi professionisti. Il reparto di endocrinologia del nostro ospedale è un centro molto importante e porto con me un grande bagaglio di esperienza».

A soli 51 anni, ora dirigerà un settore molto importante della Clinica San Camillo, ma con il preciso intento di mettersi al servizio della comunità cittadina e portando avanti un lavoro in sinergia totale con l’ospedale Maggiore.

«Dopo tanti anni vissuti all’ospedale conosco le criticità di alcune situazioni e sono convinto che riusciremo a fare un ottimo lavoro, finalizzato anche a sollevare in qualche caso le problematiche legate al ricovero dei pazienti acuti. Avrò a disposizione 16 letti per la Medicina interna, oltre ad altri aggiuntivi. E quindi cercherò immediatamente di mantenere vivo questo legame con Asst».

All’interno del progetto che Negrini ha sposato con grande entusiasmo, «e che non potevo davvero rifiutare», c’è la possibilità di realizzare ricoveri programmati per i pazienti cronici: «E proprio per questo riusciremo ad allentare la pressione che a volte si crea sui reparti del nostro ospedale. Non solo rimarrà un filo diretto con il reparto che lascio (io mi sono sempre occupato di Endocrinologia con una specifica attenzione per la tiroide), ma ho già parlato con tanti colleghi dalla Neurochirurgia in giù, garantendo massima collaborazione e supporto».

Negrini ha grande entusiasmo, voglia di fare e idee chiare su come organizzerà il lavoro nel nuovo impiego, ma soprattutto la precisa volontà di migliorare ancora il servizio all’utenza.

«Fino alle 11 del mattino sarò occupato dal lavoro in reparto, poi spazio agli ambulatori almeno fino alle 14. Sembra incredibile, ma abbiamo già prenotazioni e visite programmate fino a tutto il mese di marzo. Un chiaro segnale di come, comunque, già le persone credano nella bontà del lavoro che si svolge a San Camillo e di quanto sia radicata questa clinica nella vita della città di Cremona. Io arrivo con la precisa volontà di migliorare ancora se possibile quello che già c’è, per creare un tipo di lavoro che crei una maggior vicinanza ai medici di base e soprattutto per liberare, come accennavo, l’ospedale dal ‘cronico’. Ho sempre concentrato il mio lavoro sulla tiroide in particolare, ma ora amplierò anche ad altro, occupandomi per esempio di osteoporosi. Ci sarà inoltre tutto quanto riguarda l’ attività ambulatoriale».

Negrini non nasconde un certo timore dopo tanti anni di ospedale: «Nel buttarmi in una realtà privata, il cambiamento ci sarà. Ma i tanti progetti che abbiamo e che ho e la sfida che mi si pone è talmente avvincente, che a 51 anni non potevo non raccoglierla e farla mia. È tutto estremamente stimolante per me».

Negrini arriva a San Camillo anche in un momento particolare per la città. Dopo quasi due anni di pandemia. «Tante visite endocrinologiche sono state rimandate di quasi un anno. Ricominciamo a vedere i pazienti ora. Anche per questo la considero una rinascita e spero che si tratti di una ripartenza definitiva».

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