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Sraffa, terapia del cavallo per gli studenti in difficoltà

I soci del Lions Host pagano la frequenza al Centro di riabilitazione equestre a 10 alunni dell’istituto. Andranno ad aggiungersi ai 55 giovani che vengono già seguiti negli spazi degli ex Stalloni di via Verdi

Dario Dolci

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25 Settembre 2021 - 06:20

Sraffa, terapia del cavallo per gli studenti in difficoltà

CREMA - Il Lions club Crema Host ha deciso di sostenere economicamente l’iniziativa che l’istituto superiore Sraffa rivolge a dieci alunni con disabilità.

Il sodalizio presieduto da Riccardo Murabito si farà carico di un progetto di ippoterapia, che si svolgerà al Centro di riabilitazione equestre nel corso dell’anno scolastico.

Gli studenti, divisi in due gruppi, ogni settimana beneficeranno di una seduta. Allo stesso tempo, nelle pause tra una e l’altra, parteciperanno a laboratori sui materiali da riuso nel periodo invernale, mentre in primavera svolgeranno alcune attività nell’orto all’interno del centro di via Verdi. «Nel progetto terapeutico-didattico pensato dal Cre e dalla scuola — spiega Murabito — ci sono circa 90 sedute individuali di ippoterapia per un gruppo di 10 allievi, da ottobre a dicembre e da marzo a maggio».

Il Lions metterà a disposizione 1.800 euro per l’iniziativa. In via Verdi, nel frattempo, gli operatori non si sono mai fermati, neppure durante la fase più acuta della pandemia. «Siamo un centro aperto per disabili — spiega il direttore Agostino Savoldi — e con la nostra attività, oltre a dare dei benefici ai ragazzi che vanno a cavallo, regaliamo qualche ora di respiro ai loro familiari. Prima del Covid avevamo 75 utenti, che nell’ultimo periodo sono scesi a 55, perché qualche centro per disabili preferisce non mandare i suoi ragazzi all’esterno per evitare contagi».

Nato nel 1979 come primo centro italiano di ippoterapia (i benefici alla salute attraverso gli esercizi a cavallo), il Cre si basa sul volontariato. «Il primo istruttore — ricorda Savoldi — era venuto dalla Germania, dove queste realtà già esistevano. Oggi disponiamo di tre terapiste, di sei cavalli e di 24 volontari. Questi ultimi si occupano del lavoro di ufficio e della manutenzione».

Tra i problemi del Cre c’è proprio la carenza di volontari. «Una volta si andava in pensione ed era ancora giovane — sottolinea il direttore — adesso ci va a 67 anni e non se la sente più di impegnarsi. In quanto alla parte economica, il nostro centro non riceve alcuna sovvenzione pubblica. Il Comune ha ripianato il debito del 2020 causato dalla pandemia, ma per il resto non prendiamo soldi. Ci manteniamo con la quota di 60 euro al mese pagata dalle famiglie e con le donazioni, il concorso ippico e le lotterie».

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