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CREMONA. LA NUOVA MOBILITA' URBANA

I «controsensi ciclabili»: nelle strade corsie dedicate

In programma in corso Matteotti, via Trebbia, via dei Tribunali, via Boldori e piazza Santa Lucia

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

18 Settembre 2021 - 15:38

I «controsensi  ciclabili»: nelle strade corsie dedicate

CREMONA - La corsia per il doppio senso ciclabile tracciata in Contrada Santa Tecla, dove per le auto vige il senso unico, avrà presto delle ‘sorelle’ in tutta la città. Introdotta nel Codice della strada l’anno scorso dal decreto Semplificazioni, la possibilità per le biciclette di circolare anche in senso opposto a quello prescritto per tutti gli altri veicoli è condizionata: deve esserci una corsia apposita tracciata e segnalata.

Ecco quindi il senso di quella di Contrada Santa Tecla che ha stupito tanti cremonesi. Ora ne arriveranno altre in via Boldori, via dei Tribunali, piazza Santa Lucia, via Trebbia e in via Flamina dove, prima, la strada verrà anche riasfaltata.

Questi e altri interventi di ricucitura della rete dei percorsi ciclabili sono stati presentati ieri mattina nel corso della presentazione della Settimana europea della mobilità durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte il sindaco Gianluca Galimberti, l'assessore alla Mobilità sostenibile Simona Pasquali, Giovanni Donadio, dirigente ad interim del Settore Lavori Pubblici del Comune, Marco Pagliarini, direttore generale di Aem Cremona, affiancato da Annalisa Bonini, e Piercarlo Bertolotti, presidente di Fiab Cremona Biciclettando.

«Le opere — è stato spiegato — si inseriscono in un più ampio programma di interventi sulla sicurezza della circolazione ciclistica cittadina con ampliamento della rete ciclabile e la realizzazione di corsie ciclabili per un importo complessivo di 257.862,35 euro, finanziati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Il percorso di connessione si basa sulla mappatura che Fiab Cremona Biciclettando ha fatto lo scorso anno per creare una vera e propria rete interconnessa delle piste ciclabili e pensare ad una sua possibile estensione». I lavori dovrebbero partire entro la prossima estate.
Oltre a quelli già detti, verrà realizzato un controsenso ciclabile mediante segnaletica orizzontale e verticale anche in corso Matteotti nel tratto compreso tra via S. Barbara e via Bernardino Gatti, «soluzione che comporta riduzione dell’offerta di stalli per la sosta (3 stalli parcometro Aem) da destinare ad area per carico e scarico, attualmente posta fronte farmacia Leggeri».

C’è quindi l’importante comparto di via della Vecchia Dogana, dove è previsto il completamento della pista ciclabile fino a passare sotto il cavalcavia del cimitero. Sarà anche messa a norma la ciclabile di via agli Scali tra il cavalcavia e la stazione ferroviaria con la realizzazione di un cordolo insormontabile largo 50 centimetri. Il terreno sotto il cavalcavia è di proprietà di Rfi e sono corso le procedure di esproprio. Lo stesso tipo di cordolo verrà messo anche in via Milano nel tratto compreso tra l’ingresso del Seminario e via Corazzi.

Infine per facilitare l’accesso in bicicletta all’Itis Torriani, è previsto il rifacimento della pavimentazione in autobloccanti del tratto di percorso ciclo-pedonale compreso tra la pista di via Acerbi e via Perugino. «Abbiamo una rete — ha spiegato Pasquali — di oltre 80 chilometri di piste. Ai quali vanno aggiunte quelle di via Giuseppina e il prolungamento in corso di quella della Cava. È una rete che permette a tanti cremonesi di spostarsi in maniera più salutare per loro e per l’ambiente. L’ultimo quartiere senza ancora un collegamento ciclabile è il Boschetto».

«Su questo progetto da un milione di euro — ha annunciato Donadio — siamo in attesa dell’esito di un bando di finanziamento».

«E se non vinciamo questo — ha chiosato il sindaco — parteciperemo ad altri. Fra le fonti di inquinamento ci sono i trasporti. La nostra città in questi anni ha raggiunto i primi posti in Italia per chilometri di piste ciclabili a disposizione dei suoi cittadini: una risposta molto concreta nell’ottica di città smart. Abbiamo una rete di 80 chilometri ma non ci fermiamo».

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