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Da tribunale a polo della sanità: «Bastano solo 70 mila euro»

Pressing sulla Regione dopo la perizia: «Destinazione di servizi sanitari: Fontana ora deve decidere»

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

15 Settembre 2021 - 06:15

Da tribunale a polo della sanità: «Bastano solo 70 mila euro»

CREMA - Il messaggio (destinazione Regione Lombardia) è chiaro: non ci sono più scuse. Non è cioè più rinviabile la decisione sulla destinazione o meglio sul riuso dell’ex palazzo di giustizia, chiuso dal settembre del 2013. Ora ospita il centro vaccinale, ma ovviamente si guarda oltre.

A confezionare il messaggio il Comune di Crema e l’Area Omogenea, ovvero tutti i sindaci del territorio cremasco. Una presa di posizione netta, annunciata e spiegata ieri in conferenza stampa e che poggia su una perizia tecnica redatta da un ingegnere incaricato dal Comune di Crema. L’ex tribunale non ha bisogno di interventi strutturali (messa in sicurezza antisismica) tali da rendere impraticabile o economicamente insostenibile un suo riuso. Subito la cifra: con 70mila euro (ponteggi compresi) si mette tutto in sicurezza, anche antisismica. Il tutto è contenuto in una relazione di 5.000 pagine redatta all’ingegner Giovanni Losi di Soresina, fatta avere agli uffici preposti del Pirellone.

«A questo punto — ha incalzato il sindaco Stefania Bonaldi — chiediamo urgentemente che la Regione si muova».
Destinazione dell’edificio che vanta una superficie utilizzabile di 4.600 metri quadri (6.400 quella complessiva): servizi socio sanitari, Casa Comunità, COT, Sede distretto. Il tutto messo anche nero su bianco nella lettera inviata al presidente della Regione Attilio Fontana e all’assessore alla Sanità Letizia Moratti, oltre che per conoscenza ai vertici della sanità locale e ai tre consiglieri regionali espressione del territorio, invitati a presenziare alla conferenza stampa ieri. Era presente solo Matteo Piloni.

Sostanzialmente viene chiesto al presidente Fontana di mantenere fede a quanto da lui pubblicamente promesso il 30 aprile scorso, in occasione della visita all’hub vaccinale cittadino. In quell’occasione era stata rinnovata la disponibilità del Comune di Crema (l’aveva messa in campo fin dal 2016) a cedere alla Regione l’immobile o a costituire a beneficio della stessa Regione Lombardia un diritto reale di godimento pluridecennale su di esso. A questo punto non ci sarebbero più ostacoli, nemmeno tecnici.

Si legge nella missiva a firma del sindaco Bonaldi: «Alla luce di quanto sopra, nonché del percorso operato in questi anni e delle conclusioni cui si è addivenuti anche mediante incarico professionale qualificato, sono a chiedere un incontro tecnico-politico urgente, alla presenza anche delle autorità sanitarie e delle istituzioni locali, nonché dei consiglieri regionali del territorio, finalizzato a dare seguito agli impegni messi in campo e a rifunzionalizzare il fabbricato con una vocazione sanitaria, socio sanitaria e socio assistenziale, coerente con i nuovi sviluppi della riforma sanitaria ed gli adeguamenti imposti dal PNRR, insediando in loco la sede del distretto, il Centro operativo territoriale, la Casa della Comunità, oltre a quei servizi e presidi che le direzioni della Asst di Crema e della Ats Val Padana riterranno opportuni e necessari».

Urgenza rimarcata anche da Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea: «Crema è povera di strutture sanitarie».
Dal canto suo il consigliere regionale Piloni ha sottolineato l’importanza di una data: il 15 novembre. In consiglio regionale entrerà in discussione la legge sulla sanità «e Crema dovrà senz’altro sua parte».

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