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CORONAVIRUS.LA SCUOLA

Tre maestre di una volta e un augurio speciale: «Ragazzi, siate felici»

Abbraccio virtuale agli studenti dalla 93enne Lalla, dalla 84enne Elisa e dalla 96enne Marcella ospiti di Cremona Solidale: ricordano le loro esperienze e guardano al futuro con speranza

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

14 Settembre 2021 - 06:25

Maestre speciali, agli studenti un augurio di cuore: «Siate felici»

CREMONA - Lalla ha 93 anni compiuti, otto nipoti e due pronipoti, ma nei suoi occhi chiari sono rimasti i volti dei «suoi» bambini, quelli incontrati durante trent’anni di insegnamento nelle aule delle elementari Don Primo Mazzolari, «dove regnava sempre una saggia confusione».

Elisa, invece, di anni ne ha 84: «E quattro mesi, per la precisione». Maestra di campagna, non dimentica la spensieratezza che si impara solo dai più piccoli.

E poi c’è Marcella, 96 anni: tra i banchi di Sospiro e le elementari Manzoni, ha conosciuto e insegnato a decine di cremonesi sempre con il sorriso sulle labbra.

Maestre di una volta, Lalla, Elisa e Marcella. Quelle che negli anni ’60 hanno costruito strade nuove, portando innovazione e gettando le fondamenta di una scuola moderna, sostituendo l’ascolto all’imposizione, la vicinanza al distacco, la gratificazione al castigo. E ora, all’inizio di un nuovo anno scolastico ancora complicato dal Covid, vogliono testimoniare con i loro ricordi la bellezza dell’insegnamento nonostante le difficoltà. Augurando a tutti, colleghi e alunni, un nuovo buon inizio.

Lalla, al secolo Laura Paganini, Elisa Valerani conosciuta come la maestra Gonzio, cognome del marito, e Marcella Frigeri, nota come la maestra Guarneri, sono ospiti di Cremona Solidale. Ed è qui, nel giardino interno della Palazzina Azzolini, che riannodano i fili di una memoria mai offuscata né dal tempo né dagli acciacchi della vecchiaia e che ha al centro la loro stessa identità. Non un mestiere, ma come per tanti altri insegnanti dell’epoca una vera missione: strappare all’analfabetismo le giovani generazioni, facendole fiorire e offrendo loro nuove e impensabili opportunità.

«Di quegli anni - racconta con grande lucidità Lalla - mi manca il rapporto che avevo con i bambini. Mi piaceva lasciarli liberi, farli partecipare e creare un sano trambusto. All’improvviso si creava come una magia, i banchi non esistevano più ed emergeva la parte più bella di ciascuno». Unica regola: mai lasciare indietro qualcuno.

Un principio al quale anche la maestra Guarneri non ha mai trasgredito: «C’era una bimbo che il primo giorno di scuola mi è stato presentato con difficoltà di apprendimento - racconta con incredibile cipiglio -. La mamma era preoccupata e con imbarazzo mi aveva spiegato che all’asilo le suore l’avevano avvertita che il figlio non sarebbe stato in grado di fare molto. Me lo ricordo ancora, Umberto: è stato uno dei miei alunni più bravi. Era solo timido e una volta trovata la chiave giusta per fargli superare quell’ostacolo ha potuto esprimersi: è diventato ragioniere. Per me è stato un orgoglio».

Nel cuore di ogni maestra c’è un angolino conquistato da uno scolaro: e da quel posto speciale, ancora possibile da stringere appoggiando le mani al petto, non se ne andrà mai più. Per la maestra Gonzio, quello scolaro era Giuseppone: «Era grande e grosso - ricorda con affetto ripensando agli anni di insegnamento nelle scuole di campagna, in piccoli agglomerati in cui non c’erano case, ma una sola cascina grande come un paese, la chiesa e la scuola -. Era considerato un po’ tonto e invece era capace di sorprendere con la sua genuina semplicità: ricordo ancora un suo tema nel quale descriveva la morte di un albero, bellissimo. Avevo 12 bimbi di età diversa in aula, appartenenti a cinque classi d’apprendimento differenti, ma tutti dovevano essere aiutati a sentirsi speciali».

Uno scambio continuo e reciproco di insegnamenti. E legami indissolubili. «Ho imparato tanto dai miei alunni, soprattutto a vivere in armonia - sottolinea la maestra Lalla -. A tutti i bambini di oggi auguro di trovare qualcosa che li appassioni e di essere sempre piccoli ricercatori: la curiosità ci tiene in vita».

La serenità è invece ciò che la maestra Guarneri ha appreso dai suoi scolari: «La gioia di vivere che hanno solo i più piccoli è preziosa». «Il segreto per arrivare a quest’età? - rivela ridendo la maestra Gonzio - Aver rubato un po’ di energia a tutti i nostri bambini. È questo che auguriamo agli insegnanti di oggi: abbiate cura dei vostri scolari, vogliate loro bene e ascoltateli davvero. Sono un elisir di lunga vita».

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Commenti all'articolo

  • Flory

    14 Settembre 2021 - 07:35

    Meravigliose e pioniere maestre in perfetto stile "Montessori"!

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