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IL CASO

Paradosso a 5 Stelle: a Cremona contestano le ciclabili

Da sempre schierato per la mobilità sostenibile, il Movimento interroga il sindaco: il «proliferare» delle piste toglie parcheggi e spazio alle auto. Nolli: «Siamo contrari solo a quelle fatte male. Poco usate, ora più multe»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

11 Settembre 2021 - 06:10

Paradosso a 5 Stelle:  a Cremona contestano le ciclabili

CREMONA - Cinque Stelle contro il «proliferare» delle piste ciclabili, che tolgono spazio «alla carreggiata destinata alle automobili» e riducono il numero dei parcheggi. Succede a Cremona, dove il Movimento che ha nel Green Deal, nella transizione ecologica, nella lotta al cambiamento climatico, nell’uscita dal petrolio e nella mobilità sostenibile i propri capisaldi inseriti nei suoi programmi elettorali a tutti i livelli, è all’opposizione.

E nell’ambito dell’azione politica di contrasto all’amministrazione in carica — che dal 2014 ha portato a 80 i chilometri di piste ciclabili realizzati — il consigliere comunale Luca Nolli, ha presentato il 25 giugno un’interrogazione che, almeno nelle righe dedicate alla premessa, sembra minare questi capisaldi. Il documento, infatti, esordisce così: «In questi ultimi anni abbiamo visto proliferare in molte strade cittadine delle piste ciclabili che non sempre sono apprezzate dai ciclisti. Questo comporta molti svantaggi».

E Nolli elenca gli svantaggi: «Diminuzione della larghezza della carreggiata destinata alle automobili; riduce (sic) il numero dei parcheggi disponibili (con conseguente aumento del traffico)». Eppure, la realizzazione delle piste ciclabili era al punto 10 del programma elettorale dei 5 Stelle alle amministrative del 2019, sulla scia del progetto lombardo che alle regionali del 2018 proponeva «interventi per la messa in sicurezza di piste ciclabili, realizzazione di percorsi pedonali e ciclopedonali sicuri (in particolare verso i punti di interscambio tra modi di trasporto) e di parcheggi bici custoditi in prossimità delle stazioni ferroviarie». Nessun cenno alla riduzione della carreggiata dedicata alle auto.

«Noi — spiega Nolli — non siamo contro le ciclabili, siamo contro quelle fatte male. Quella di via Brescia non è segnalata e nessuno la usa, quella di via Bergamo è pericolosa e chi va in bici preferisce passare per il sottopasso di via Filzi. Quanto ai parcheggi, dal 2014 si sono ridotti tantissimo quelli liberi, uccidendo le attività commerciali del centro storico. Un incentivo questo a usare proprio la bici o il mezzo pubblico? No, un incentivo per la gente ad andare nei centri commerciali. Le ciclabili sono state realizzate solo per poter vantare un numero e non per essere realmente usate. Le ciclopiste devono essere più usabili, più segnalate e più controllate».

Nolli, infatti, chiede anche che i vigili urbani sanzionino maggiormente i ciclisti che usano la strada invece della corsia a loro riservata. Fra gli svantaggi causati dalle piste ciclabili elencati nella sua interrogazione, Nolli elenca l’«aumento del rischio per quei ciclisti che continuando ad ignorare la ciclabile si trovano a dover condividere con le automobili una carreggiata più stretta (soprattutto in via Brescia). Svantaggi che sarebbero compensati dall’aumento di sicurezza per i ciclisti qualora le usassero, ma mi duole constatare che tali ciclabili vengono spesso snobbate dai ciclisti forse perché non ritenute comode o sicure».

Nolli quindi pone quattro domande al sindaco e alla giunta: «Perché, i progetti delle ciclabili non vengono discussi e presentati in commissione in modo da coinvolgere i Consiglieri comunali (maggioranza e minoranza) nella valutazione dei progetti e investire i soldi pubblici al meglio? Vengono ascoltate le osservazioni esposte dalle associazioni ciclisti per esempio Fiab o il Comune continua imperterrito per la sua strada non ascoltando nessuno? A oggi, continuano le azioni di contrasto per indurre i ciclisti ad usare le ciclabili? Quanti verbali sono stati fatti dal primo gennaio per il mancato uso delle piste ciclabili da parte dei ciclisti (ove presenti)?»

Secondo i dati presentati da Fiab nel 2019, la maggior parte degli spostamenti sono effettuati dai cremonesi con la macchina (53%) e il 20% avviene sulle due ruote. Due anni prima la ‘quota’ della bici era il 16%. Solo il 5% degli spostamenti, invece, avviene con il trasporto pubblico.

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Commenti all'articolo

  • Aletti.renzo

    11 Settembre 2021 - 15:00

    Sono già loro un paradosso... cnq su certi aspetti non hanno torto.

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