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LA STORIA A LIETO FINE

Venere ritrovata coi droni sulla sponda opposta del fiume

La cucciola di Labrador era scomparsa quasi da una settimana: in campo un esercito di volontari

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

09 Settembre 2021 - 06:00

Venere ritrovata coi droni sulla sponda opposta del fiume

CREMONA - Storia a lieto fine: inizia lontano, dalla Sicilia; e in Sicilia, via Cremona, finisce. Da lì, da quella che fu un tempo la Magna Grecia, parte infatti una richiesta di adozione per Venere. Venere è una bellissima cucciolotta meticcia simil labrador di circa 6 mesi. Come tanti cani, è sola e cerca una famiglia. Una richiesta parte subito da Cremona. E Venere così approda in città in preaffido, seguita dai volontari della Lav. La famiglia che la accoglie se ne innamora immediatamente e il padrone di casa si prende addirittura le ferie per occuparsi dell’inserimento dell’animale nel nucleo familiare e trascorrere più tempo possibile con lei. Venere in casa è bravissima, ma non è abituata al rumore del traffico e così portarla a spasso in città diventa quasi impossibile. Il neo padrone del cane, allora, decide di portarla in passeggiata al Bosco Ex Parmigiano, località Mento, per farla sgambare e divertirsi in libertà, senza la paura che finisca sotto una macchina o si spaventi a causa dei rumori della strada. È martedì della scorsa settimana. Venere è un cucciolo molto vivace. A un certo punto della passeggiata sente abbaiare nella boscaglia, si svincola dalla presa del padrone e corre via perdendosi nell’erba alta. Il padrone, a quel punto disperato, la cerca come un forsennato senza risultati. Nel frattempo, avvisa i volontari Lav che a loro volta si mobilitano immediatamente per far scattare le ricerche in tempo reale.


«I nostri volontari si sono mobilitati nel più breve tempo possibile — racconta Maria Pia Superti della Lav —. Uno in particolare, che mi piace citare, Ernesto, si è speso per giorni. Giorno e notte, escluse solo le ore che passava al lavoro. Ha perso quasi 5 chili per tutto il tempo che ha trascorso alla ricerca a piedi e in bicicletta per ritrovare Venere. Così come l’adottante e tanti altri volontari. Il sabato poi è arrivata dalla Sicilia anche Laura, la volontaria che aveva dato Venere in affido qui. Abbiamo mobilitato più gente possibile, abbiamo cercato Venere anche con i droni — continua Superti —. E poi con le barche dopo che una signora ci aveva detto di aver sentito più volte abbaiare la cagnolina, ma dall’altra sponda del Po. Non riuscivamo a capire come fosse possibile che si trovasse sulla sponda piacentina, ma le segnalazioni si sono moltiplicate. E quindi abbiamo concentrato le ricerche in barca. Ci aveva insospettito anche un biglietto scritto in italiano approssimativo e posizionato accanto ad uno dei volantini che avevamo piazzato per sensibilizzare chi l’avesse incontrata. Diceva in buona sostanza che il cane stava bene e che si trovava con l’autore del biglietto, chiunque fosse. Martedì poi, quasi una settimana dopo la fuga, Venere, stremata dalla fame e con un ferita non grave sulla testa, si è fatta prendere, sullo spiaggione della sponda piacentina del Po ed è tornata tra le braccia della volontaria siciliana che l’aveva portata qui e che ha preferito, deludendoci un po’, riportarla in Sicilia. Nonostante la mobilitazione che avevamo disposto per ritrovarla. Comunque l’importante è che Venere stia bene. E che presto trovi una nuova famiglia». Peccato non possa raccontare come abbia potuto attraversare il fiume Po...

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