Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

VHO DI PIADENA DRIZZONA

Miss, sfilata contestata: Donata Feroldi resta sola

La cooperativa La Famiglia si dissocia dall’ex presidente: parlava a titolo personale

Davide Bazzani

Email:

redazione@laprovinciacr.it

08 Settembre 2021 - 06:05

Miss, sfilata contestata: Donata Feroldi resta sola

Donata Feroldi e il gruppo delle Miss con il sindaco di Piadena Drizzona Matteo Priori

VHO (PIADENA DRIZZONA) - Ancora una eco del dibattito che in paese si è acceso sulle selezioni di Miss Mondo Lombardia. Il consiglio di amministrazione della Cooperativa la Famiglia del Vho, infatti, interviene per precisare che «le dichiarazioni rilasciate dalla signora Donata Feroldi sono da ritenersi a titolo personale, in quanto successive alle sue dimissioni da presidente». Per ricapitolare. La Feroldi aveva contestato la manifestazione che si è tenuta sabato sera in piazza Garibaldi e che ha visto tra l’altro vincere proprio una ragazza residente a Vho, Yasmine Tabi, scelta tra le otto sfidanti per partecipare alla finale regionale: «Un concorso incentrato sulla bellezza femminile, nel momento in cui si cerca a livello nazionale di implementare la parità di genere, è quanto meno intempestivo», aveva detto la ex presidente della Famiglia, sottolineando che occorrerebbe invece «promuovere un’immagine della donna non legata semplicemente al suo aspetto».


All’interno della cooperativa La Famiglia l’esternazione della Feroldi ha suscitato reazioni in relazione al fatto che storicamente la società di Vho non ha mai commentato iniziative altrui oppure organizzate dal Comune e anche perché, appunto, le dichiarazioni sono state rese appena dopo che la presidente aveva rassegnato le dimissioni dal suo ruolo. Va anche detto che, sentendo alcune valutazioni espresse a titolo personale, il contenuto esposto dalla Feroldi trova diverse condivisioni all’interno della cooperativa, ma è stata la forma usata per esporlo che ha indotto il CdA alla precisazione.


La Feroldi si era chiesta, nell’ottica della parità, perché non organizzare «anche un concorso dedicato alla bellezza maschile? O la bellezza – prestanza fisica – non è una caratteristica ritenuta un valore nel caso dei maschi? Oltretutto ‘essere belli/e’ non costituisce un merito, ha piuttosto a che fare con la natura: allora perché non premiare le madri di cotante beltà? Erano loro le prime nel dopoguerra a spingere le figlie a farsi avanti, come testimonia il cinema neorealista. Ma le condizioni socioeconomiche e culturali del paese erano molto diverse. Mi rendo conto che, in un’epoca di narcisismo imperante e trionfo dell’immagine alimentato dai social, questa iniziativa rischia di incontrare il plauso delle stesse ragazze coinvolte e il mio discorso rischia di apparire retrogrado: ‘non c’è niente di male’, mi sembra di sentir dire. In effetti, non ci sarebbe niente di male se la cronaca non ci ricordasse quasi quotidianamente quante donne e ragazze, ridotte a oggetto e possesso, vengano picchiate, sfigurate e spesso ammazzate nel nostro paese. Se davvero non si vuole che questa deriva violenta continui, bisognerebbe – soprattutto in sede istituzionale – promuovere un’immagine della donna non legata semplicemente al suo aspetto». La presa di posizione, quest’anno come nel 2020, quando era stato annunciato il concorso, ha scatenato un vivace dibattito in paese tra favorevoli e contrari.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Aletti.renzo

    08 Settembre 2021 - 13:10

    Andreottianamente pensavo: se fosse stata ancora Presidente in carica, si sarebbero dissociati comunque?

    Report

    Rispondi