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IL CASO DI UN'IMPRENDITRICE CREMONESE

Assolta in appello, la notifica arriva 5 anni dopo

Non un caso di 'giustizia lumaca': verdetto sprint nell'ottobre 2016, ma la mail è stata inoltrata pochi giorni fa

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

02 Settembre 2021 - 16:18

Assolta in appello, la notifica arriva 5 anni dopo

CREMONA - La Corte d’appello di Brescia si riserva la decisione, l’avvocato di un’imprenditrice cremonese condannata in primo grado a 4 mesi per reati fiscali rientra a Cremona. Quando i giudici scioglieranno la riserva, la sentenza gli verrà notificata via Pec dalla cancelleria. Era il 14 ottobre del 2016. La Pec è stata sì inoltrata, ma ci sono voluti 5 anni per un clic. È stata inviata il 9 agosto scorso, un lunedì, studio legale chiuso per ferie. Almeno, il ‘piccione viaggiatore tecnologico’ ha portato una bella notizia. Cinque anni fa, i giudici avevano ribaltato il verdetto e assolto l’imprenditrice nel settore tessile.


Non è un caso di giustizia lenta, anzi. La giustizia è stata rapidissima, perché i giudici si erano riuniti in camera di consiglio quello stesso 14 ottobre. Avevano esaminato più casi, tra cui quello dell’imprenditrice che il 20 maggio del 2015 il Tribunale di Cremona aveva condannato perché «in qualità di amministratore unico e legale rappresentante della società - è scritto nel capo di imputazione -, per l’anno di imposta 2008, non versava entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, ritenute alla fonte relative ad emolumenti erogati e risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare complessivo rispettivamente di euro 79.731,53. Accertato in Cremona in epoca anteriore e prossima al 4 gennaio 2012». Nel 2015, dopo aver letto la motivazione della sentenza di condanna, l’avvocato Alessandro Zontini si era affrettato a preparare l’atto d’appello. Lo aveva depositato in Corte il 14 ottobre successivo, come risulta dal timbro. Esattamente un anno dopo, il processo di secondo grado.

Passano i giorni, l’avvocato è impegnato in altre cause, attende. «L’onere era della cancelleria, noi avvocati aspettavamo la notifica, mentre adesso, dopo il Covid, la Cassazione ha stabilito che l’onere di chiedere l’esito è dell’avvocato», spiega Zontini. Passano i mesi, passano gli anni: 2017, 2018, 2019, 2020, l’anno drammatico della pandemia, 2021. Ad agosto lo studio legale chiude, l’avvocato va in ferie. Quando verso fine mese rientra, scorre al computer le mail. Lunedì 9 agosto, alle ore 12:53 l’invio da notifichepenali.ca.brescia@penale,ptel.giustiziacert.it. Sentenza di assoluzione emessa il 14 ottobre 2016. Dev’essere accaduto un cortocircuito nell’ufficio delle notifiche in Corte.

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