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IL CASO

Lanciava ortaggi nel giardino dei vicini: indagata per stalking

La lite finisce in tribunale: la signora di mezza età è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

30 Agosto 2021 - 16:34

Lanciava ortaggi nel giardino dei vicini: indagata per stalking

CREMONA - Più che gli insulti, gli ortaggi. Dall’insalata ai pomodori, dalle patate alle zucchine. Ma anche la terra dei vasi di fiori e le caramelle. Lanciava di tutto nel giardino dei vicini con cui è in lite da anni. Più che classici dispetti tra vicini, uno stalking a suon di ortaggi. Di atti persecutori ora dovrà rispondere una signora di mezza età denunciata ripetutamente dalla famiglia con casa confinante. Il gip ha rigettato la richiesta di archiviazione e ordinato al pm di formulare l’imputazione.


«Mia moglie è arrivata ad un punto che ha paura persino ad uscire di casa per stendere il bucato, per pulire, per sistemare il giardino». Il 23 settembre di un anno fa il marito, esasperato, lo ha raccontato ai carabinieri. Era l’ultima di una serie di denunce presentate, «perché, purtroppo, dal 2015 al 2019 la vicina ci perseguita in tutte le maniere possibili. Negli anni, la signora, oltre ad aver danneggiato cose di mia proprietà, non smette di imbrattare con qualsiasi cosa le capiti sotto mano. Siamo arrivati al punto che per tutelarci abbiamo dovuto installare delle telecamere di sorveglianza». Come se nulla fosse. «Lei ha continua imperterrita a compiere atti molesti nei confronti miei, di mia moglie e di mia figlia. Appena lei ci vede, non perde un attimo per ingiuriarci, provocarci». I dispetti denunciati sono ricominciati a marzo e sono andati avanti sino ad agosto del 2020. «Ci siamo trovati sempre il nostro giardino imbrattato con terra, ortaggi, caramelle e dolciumi vari». Alla querela, il marito ha allegato 37 filmati estrapolati dalla telecamera di videosorveglianza. 


I dispetti non sarebbero stati a senso unico. «La mia assistita mi ha riferito i vicini le aprivano i sacchetti della spazzatura e sparpagliavano tutto. Che le aprivano lo sportello del contatore. Insomma, qualsiasi scusa era buona». L’avvocato Alessandro Zontini, legale dell’indagata, allarga le braccia: «Una volta, queste liti di vicinato venivano risolte dal buon senso del parroco, del maresciallo dei carabinieri e dal sindaco, figure dotate di autorità e autorevolezza». Ora, lo stalking «con gli ortaggi» è materia per i magistrati.

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