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LA STORIA

Tennis, gli highlander della racchetta

Gardetti e Delle Donne, 73 e 72 anni, continuano a vincere tornei in Italia e internazionali. Uno è stato numero 4 al mondo di doppio, l’altro anche campione di atletica: «Nessun segreto, solo passione»

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28 Agosto 2021 - 06:20

Tennis, gli highlander della racchetta

Nazzareno Gardetti e Andrea Delle Donne

CREMONA - La storia di Nazzareno Gardetti e Andrea Delle Donne che, a 73 e 72 anni, continuano a vincere tornei in Italia e internazionali. Uno è stato numero 4 al mondo di doppio, l’altro anche campione di atletica: «Nessun segreto, solo passione». 

NAZZARENO GARDETTI

nazzareno

Il 3 dicembre 2018, Nazzareno Gardetti, classe 1948, si è arrampicato fino alla posizione numero 4 del circuito mondiale Itf nella categoria Over 70 di doppio maschile di tennis. Lo scorso 31 luglio ha partecipato ad un torneo Tpra di singolare presso il circolo Fadigati ci Cicognolo, vincendo nei sedicesimi con un tennista di 22 anni, prima di perdere 10-7 nel long tie-break del terzo set nei quarti: «Tra me e quel ragazzo c’erano 51 di differenza, poteva essere mio nipote. Nonostante il fisico un po’ sgangherato, resisto e mi diverto ancora. E qualche partita la vinco, nonostante non giochi con quelli della mia categoria, che è la Over 70».

Quando ha iniziato a giocare a tennis?
«A 22 anni, da autodidatta. Non sono passato da una scuola. Ero un Nc (non classificato, ndr) nascosto per poter giocare la Coppa Italia di club. Non ero eccelso, ma valevo un giocatore di C, o di bassa B. A quei tempi c’erano giocatori, per esempio, del calibro di Chiroli. A Cremona e provincia mi sono tolto delle belle soddisfazioni, vincendo parecchi tornei».

Come ha conciliato lavoro e tennis?
«Lavoravo come capostazione per le Ferrovie dello Stato. Ero a Piadena, mi alzavo alle tre e un quarto del mattino e lavoravo fino alle 13.15. Poi tornando, giocavo, per esempio, il torneo di Torre, mi fermavo a Cremona e mi spostavo a Codogno per l’ultima partita. Nella mia carriera ho vinto anche soldi che ho sempre dato in beneficenza all’Anffas. Mi reputo, ed è sempre stato così, una persona molto fortunata».

Lei è ed è stato un autentico giramondo del tennis.
«Dal 1995 ho deciso di giocare all’estero. Ho conquistato moltissimi trofei tra singolare, doppio e doppio misto. Ho sempre viaggiato e praticato questo sport per passione. Le mete preferite? Francia e Spagna, dove per diversi anni sono stato anche tesserato, e Sud America, una autentica passione».

Ci racconti dei suoi viaggi.
«Negli ultimi due anni ho giocato con il colombiano Velasco Ramirez, campione del mondo in singolare, doppio e doppio misto. È stato un giocatore importante per il proprio paese, con 56 presenze in Coppa Davis. Al singolare ho sempre tenuto meno. I viaggi sono stati tanti e molto costosi. Sono sempre andato in giro a mie spese. Qualche volta ci hanno offerto ospitalità in alberghi o appartamenti di amici. Ricordo quella volta in Bolivia quando entrammo in campo e trovammo un orso…».

Quali sono state le mete preferite?
«In Sud America, spesso ci si andava per sei mesi, in due riprese. Abbiamo vinto a Buenos Aires, Santiago del Cile e Bogotà. A Porto Alegre giocai insieme a sette ex di Coppa Davis, tra cui il mitico Manuel Orantes. Ho vinto tanto anche a Minorca, dove fui premiato da Alex Corretja. Il circolo più bello dove abbia mai giocato è il Roland Garros».

Nell’ultimo anno con il Covid come è cambiata la sua programmazione?
«Sono fermo da marzo 2020 dopo la vittoria nel torneo di San Pietroburgo in doppio con il russo numero cinque del mondo Iakov Atrokhov. Il Covid mi ha tolto un po’ la voglia di viaggiare. Il mese prossimo ho deciso di partecipare agli Italiani di Milano Marittima sia in singolare, che in doppio e doppio misto. Mi rimetto in gioco».

Come ci si tiene in forma?
«Non ho mai fatto allenamenti specifici. Il mio allenamento era la partita di torneo. Il fisico è importante, così come l’alimentazione. Mi sono sempre tenuto in forma. Appena mi fermo, aumento di peso. L’attività fisica quotidiana, anche poca, è fondamentale. I giovani? Nell’ultimo anno ho percepito tanto entusiasmo attorno al tennis, con il ritorno a questo sport di tanti ragazzi con voglia e grandissima passione».

ANDREA DELLE DONNE

delle donne

«Ho sempre praticato tanto sport anche da ragazzo. Negli anni sessanta, tra i sedici ed i diciotto anni ho provato col ciclismo, compiuti i venti mi sono dato all’atletica. Il tennis? Sono un tennista fai da te, ho imparato dopo i quaranta giocando con un amico che ha avuto la pazienza di insegnarmi». Andrea Delle Donne, classe 1949, all’età di 72 anni gioca ancora a tennis ad alto livello e si diverte. Non solo. Nel 2021 con 4 metri e 37 centimetri è il primatista italiano Over 70 di salto in lungo: «Ho iniziato a competere in tornei con la tessera Fit giocando sempre per il Tennis Casalbuttano. Dieci anni fa degli amici mi hanno portato a giocare alcuni tornei internazionali. Da quel momento in poi non ho più smesso: ne gioco circa cinque l’anno, sempre in singolare».

Quali sono stati i migliori risultati?
«Da Over 65, a Milano Marittima sono entrato nei quarti di finale. Essere nei migliori otto d’Italia a quell’età non è cosa da tutti i giorni. Ho vinto tornei a Trieste e Torino. Ma ho partecipato anche ai campionati del mondo ad Umago».

Qual è stata la sua miglior classifica?
«Sono stato 3.5 di tennis e numero 132 del mondo di categoria Over 65 in singolare. Giocare contro i giovani oggi è piuttosto difficile, soprattutto nei tabelloni di quarta e terza categoria. Qualche soddisfazione me la sono presa. A livello mondiale, nella mia categoria ho incontrato tennisti che nel proprio passato hanno partecipato a Wimbledon e Roland Garros. Uno su tutti Velasco Ramirez, un tennista davvero fortissimo, colombiano, che è stato nei primi cinquanta giocatori del mondo».

Gioca ancora tornei internazionali?
«Non ho smesso. Nel 2021 ne ho giocati quattro, vincendo a Saronno e Brescia. Il segreto è avere la fortuna di stare bene e mantenersi in forma. Amo fare attività sportiva, non mi ha mai pesato».

Segue o ha mai seguito una dieta particolare?
«Mangio di tutto. Non sono un gran mangione però. Frutta e verdura non mancano mai sulla mia tavola. Ho il piacere e la fortuna di avere una moglie che mi prepara tante cose buone. Un primo e un secondo non me li nego mai. Però la mia è una dieta decisamente equilibrata. Cerco di non eccedere mai».

Come si tiene in forma tennis a parte?
«Corro. Ho sempre avuto facilità nello scatto. Tanto che due anni fa mi sono tesserato per il Marathon Cremona per provare a fare qualche gara di atletica».

Quali sono le specialità preferite?
«I 100 metri che di inverno diventano 70 al coperto. Poi il salto in lungo, dove scatto e velocità mi facilitano. Pochi mesi fa ho partecipato ai campionati italiani Over 70. In salto in lungo sono arrivato secondo, nei 60 metri ostacoli quarto. I 100 li corro in 14.08”. Ho la miglior prestazione dell’anno nel salto in lungo e nei 60 ostacoli con 12”. Nei campionati regionali di Casalmaggiore, un mese fa, ho ottenuto buoni risultati».

Quanto conta la testa per uno sportivo della sua età?
«Tanto. Cerco di pormi sempre degli obiettivi. Risultati e soddisfazioni sono una benzina importante per testa e corpo. Quando corro mi sento bene, il mio corpo può esprimersi nel miglior modo possibile».

Parlando di obiettivi, quali sono i prossimi?
«Mi sto preparando per i campionati italiani di atletica che si terranno a Rieti il prossimo 7 settembre. Fa caldo ma qualche esercizio per tenermi in allenamento lo faccio sempre. Ci vado con la voglia di migliorarmi, cosa che provo a fare ogni volta che partecipo ad una competizione sportiva».

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