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CORONAVIRUS. IL QUADRO

In provincia di Cremona i nuovi positivi sono 22

In Lombardia a fronte di 35.889 tamponi effettuati, i positivi sono 601: i tasso di positività scende all'1,6%

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

27 Agosto 2021 - 17:42

In provincia di Cremona

CREMONA - Con 35.889 tamponi effettuati, sono 601 i nuovi positivi in Lombardia - 22 in provincia di Cremona - con il tasso di positività in calo all’1,6% (ieri 1,9%). Salgono di due unità i ricoverati nelle terapie intensive (44, +2), mentre continuano a diminuire nei reparti ordinari (333, -6). I decessi sono 3 in Lombardia - nessuna vittima a Cremona - per un totale complessivo di 33.901 morti in regione dall’inizio della pandemia.

[I DATI]

tamponi

IN ITALIA. Sono 7.826 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 7.221. Sono invece 45 le vittime in un giorno, rispetto alle 43 di ieri. Effettuati 265.480 tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia.. Ieri erano stati 220.872. Il tasso di positività è del 2,95%, in calo rispetto al 3,27% di ieri. Sono 511 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, otto in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 42. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.114, 55 in più rispetto a ieri.

Investire nella ricerca di nuovi farmaci antivirali per bloccare la replicazione del virus SarsCoV2, il vero 'motore' che genera nuove varianti: questa la strategia complementare a quella dei vaccini che potrebbe risultare decisiva nel controllo della pandemia a livello globale. Lo sostengono gli esperti che si interrogano sui possibili scenari dei prossimi mesi.

"Solitamente i virus usano due strategie per diffondersi: possono aumentare la loro trasmissibilità oppure possono cercare di sfuggire alle difese immunitarie», spiega Francesco Broccolo, virologo dell’Università di Milano Bicocca. «Finora SarsCoV2 ha adottato prevalentemente la prima strategia, sviluppando varianti sempre più contagiose, ma ora il suo cammino evolutivo potrebbe essere a un punto di svolta: la pressione selettiva esercitata dagli anticorpi sviluppati dai guariti e dai vaccinati potrebbe indurlo a cambiare strategia e a selezionare quelle mutazioni che gli permettono di sfuggire al sistema immunitario».

Le mutazioni insorgono ad opera di «una proteina virale che durante la replicazione copia il genoma del virus con scarsa efficienza, introducendo errori casuali», aggiunge Massimo Zollo, genetista dell’Università Federico II e responsabile della task-force Covid-19 del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli. «Per fermare questa roulette russa, prima che possano emergere mutazioni pericolose, dobbiamo trovare nuovi inibitori capaci di bloccare la replicazione virale. Bisogna dunque ridare impulso alla ricerca di nuovi farmaci antivirali, un pò abbandonati da Big Pharma dopo gli insuccessi di remdesevir».

Un’altra pista da seguire riguarda «lo studio dei geni dell’ospite che aumentano la probabilità di sviluppare forme gravi di Covid: in futuro potranno aiutarci a identificare i pazienti a rischio da trattare precocemente con anticorpi monoclonali o farmaci contro la tempesta infiammatoria».

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