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CREMONA: LA STORIA

Due «eroi» a Palinuro: Paolo e Cate salvano due persone dalle onde

In vacanza in Cilento, papà e figlia si tuffano in soccorso di un 12enne e del padre risucchiati dal mare grosso

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

27 Agosto 2021 - 08:33

Due  «eroi» a   Palinuro: Paolo e Cate salvano due persone dalle onde

Caterina e Paolo Morabito hanno salvato un 12enne e il papà

CREMONA - Lo spettacolo del mare in burrasca che picchia contro il faraglione dell’arco naturale di Palinuro, l’onda anomala

Stavamo giocando con i cavalloni a riva quando un’onda improvvisa ha trascinato al largo un ragazzino strappandolo dalla mano del papà. Forse la curiosità li aveva spinti un po’ troppo avanti, fatto sta che l’onda li ha improvvisamente divisi. Mi sono buttato subito, senza pensarci due volte

che risucchia prima un ragazzino di 12 anni e poi il papà, gettatosi in mare per soccorrerlo. Una vacanza che sarebbe sfociata in tragedia se, quel pomeriggio della scorsa settimana, Paolo Morabito, allenatore di nuoto alla canottieri Baldesio in vacanza con la figlia Caterina, 16 anni, fresca di brevetto di bagnino, non avessero deciso di fermare il loro camper in una delle spiagge più scenografiche del Cilento. Una combinazione che ha salvato due vite. «Stavamo giocando con i cavalloni a riva — racconta Paolo — quando un’onda improvvisa ha trascinato al largo un ragazzino strappandolo dalla mano del papà. Forse la curiosità li aveva spinti un po’ troppo avanti, fatto sta che l’onda li ha improvvisamente divisi. Mi sono buttato subito, senza pensarci due volte». Il mare se lo è portato via improvvisamente, vestito di tutto punto. «Ho urlato a Caterina di non seguirmi. Ho pensato: se deve succedere qualcosa succeda a me, non a lei. Neanche il tempo di pensare e me la vedo dietro che nuota verso di noi. Uno sguardo e ci siamo capiti al volo. A fatica, sempre nuotando, abbiamo tentato di portare a riva il ragazzo, terrorizzato, ma le onde erano davvero forti e continuavano a trascinarci al largo. Caterina è una nuotatrice formidabile, senza di lei probabilmente non ce l’avrei fatta. Lo abbiano afferrato sotto le ascelle sfidando le onde di risucchio, una gran fatica ma l’abbiamo salvato. È sempre rimasto a galla, per fortuna. Fosse andato sotto, non lo avrei mai salvato». E mentre Paolo portava in salvo sulla spiaggia il ragazzino in lacrime, Caterina è rimasta in acqua perchè nel frattempo il padre del 12enne, preso dal panico, si era a sua volta avventurato fra le onde, completamente vestito. «Il papà era andato molto al largo, la corrente sotto il faraglione era fortissima e lo trascinava fuori, in mare aperto, anche più al largo del figlio. A differenza del ragazzo, però, sapeva nuotare e questo ci ha un po’ facilitato le procedure. A dire la verità ha fatto quasi tutto Caterina, perchè mentre mi rituffavo dopo aver tratto in salvo il ragazzo, lei lo stava già portando a riva a nuoto, fuori dalla zona pericolosa. Immagino non ce l’avrebbe fatta da solo, vestito com’era e terrorizzato per la sorte del figlio».

«L’onda è arrivata all’ improvviso, enorme, e ha falciato il ragazzo da dietro — racconta lei —. Ho subito pensato che così piccolo non avrebbe potuto toccare. Non conta quello che hai intorno, in quei momenti l’obiettivo è salare una vita».
Nessuno dei «naufraghi» loro malgrado ha avuto bisogno delle cure mediche. «Ripetevano grazie, grazie, grazie. Io e mia figlia ci siamo eclissati subito e un po’ ora ci stupisce questo clamore suscitato dalla vicenda. Capiamo che possa fare notizia, ma per noi è stato un bel gesto che ci è venuto spontaneo». E del resto, per Paolo e Caterina l’acqua è un ambiente famigliare: «E qualche azzardo lo abbiamo fatto anche noi. Ma è il nostro ambiente naturale». Per altri può invece rivelarsi molto pericoloso. «È una nuotatrice bravissima — racconta Paolo — anche più di me», aggiunge sorridendo». Lui (che domani festeggia i cinquant’anni) è istruttore di nuoto alla Baldesio, lei studentessa al liceo scientifico sportivo Torriani, nuota da quando aveva due anni (ne compirà 17 fra un paio di mesi), ha appena ottenuto il brevetto di assistente bagnanti e gareggia nei campionati italiani di salvamento in piscina.

«Sono orgoglioso di aver fatto qualcosa di bello per gli altri insieme a mia figlia, sono tanto orgoglioso di lei. Ha mostrato capacità di reazione, sangue freddo, lucidità. Anche lei ne è consapevole. E anche questa è stata una occasione di crescita, un’esperienza che le ha permesso di mostrare le tante potenzialità che possiede, molte ancora inespresse, che in futuro potrà mettere in campo».

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