Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS. LE VACCINAZIONI

Sanitari no-vax: sospensione per 63

Pochi sono negli ospedali, si tratta soprattutto di liberi professionisti. Ma in molti ci stanno ripensando

Bibiana Sudati

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

27 Agosto 2021 - 06:30

Sanitari no-vax: sospensione per 63

CREMONA - Sono 17 i medici sospesi in tutta la provincia di Cremona ai quali si aggiungono 46 infermieri ai quali è stato notificato dall’Ordine il provvedimento che li dichiara non ottemperanti all’obbligo vaccinale contro il Covid e per i quali è stata avviata la procedura prevista dal Decreto Covid dell’1 aprile 2021.

Numeri destinati a modificarsi di giorno in giorno: non pochi sanitari infatti, dopo un lungo tentennamento, hanno deciso di aderire alla campagna accettando il farmaco anti virus, bloccando le procedure e venendo reintegrati al lavoro.

lima

Gianfranco Lima

«La situazione è magmatica – spiega il presidente dell’Ordine dei Medici di Cremona, Gianfranco Lima – . Dalla fine di luglio ad ora abbiamo ricevuto da Ats Val Padana una centinaio di segnalazioni, arrivate al termine di una lunga procedura fatta di lettere e di solleciti che invitavano a mettersi in regola al più presto. Alla fine, fatte le dovute verifiche, scremando i professionisti che non possono ricevere il vaccino per motivi di salute e quelli che nel frattempo hanno avviato la profilassi, siamo arrivati a 17 casi di sospensione».

Si tratta soprattutto di liberi professionisti, spiega il presidente, più contenuti i numeri di camici bianchi dipendenti ospedalieri o operanti nelle cliniche.

«La sospensione durerà fino al 31 dicembre – sottolinea Lima – data puramente simbolica perché è allora che, al momento, è fissata la fine dell’emergenza sanitaria. Va da sé che se quest’ultima dovesse essere prolungata, anche gli effetti del provvedimento continuerebbero. Ci tengo a precisare che non si tratta di un’azione disciplinare: la sospensione ex lege riguarda in questo caso tutte le attività che possono esporre il medico e i suoi pazienti al rischio di contagio. I colleghi possono continuare a svolgere la professione, ma non possono entrare in contatto con le persone. Può ad esempio operare via telefono, ma sono vietate le visite, pena incorrere in un reato che allora sì darebbe il via ad un procedimento disciplinare. E’ chiaro che in questo modo la professione viene limitata al massimo».

Anche sul fronte degli infermieri la situazione è identica: «A partire dal 26 luglio abbiamo iniziato a ricevere le prime notifiche da Ats – conferma il presidente di Opi, Enrico Marsella – . Una cinquantina quelle arrivate che abbiamo verificato. Può sembrare un numero irrisorio ma ci lascia l’amaro in bocca. Anche solo un infermiere che non comprenda la necessità e l’importanza della vaccinazione è una bizzarria. È come se negasse la sua stessa professione».

Intanto, negli uffici di Ats Val Padana proseguono gli accertamenti e i controlli sulle liste fatte di nominativi di sanitari che ancora mancano all’appello. Obiettivo: non lasciare nulla di intentato e convincere tutti a fare il passo verso la vaccinazione. Ad oggi in provincia di Cremona sono stati inviati da Ats 352 atti di accertamento di inadempienza vaccinale dei quali ne sono stati ritirati 117 perché gli interessati hanno dimostrato di essersi vaccinati o di avere intrapreso il percorso per l’immunizzazione. Il restante numero è composto dai sanitari sui quali l’attenzione rimane viva. E’ in questo difficile perimetro di valutazione che le autorità sanitarie stanno cercando di agire.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400