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CORONAVIRUS. LE NUOVE REGOLE

La quarantena e i controlli: cremonesi ligi alle norme

Vezzosi (Ats): «Prevalgono senso civico e rispetto delle prescrizioni». Altrove le fughe si moltiplicano

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

24 Agosto 2021 - 06:30

La quarantena e i controlli: cremonesi ligi alle norme

Operatori impegnati nel tracciamento

CREMONA - La fuga dalla quarantena fa preoccupare le autorità sanitarie che in queste ore hanno reso noti i numeri di chi, positivo al tampone, si dà alla macchia per salvare le ferie. Non casi isolati, ma parte di un fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio.

La situazione è critica in Lazio (solo a Roma si parla di 250 «fuggitivi»), Campania, Puglia, Emilia Romagna e Venero dove il conto arriva a 783 persone sparite dal radar dei sanitari.

I cremonesi stanno dimostrando senso civico e rispetto delle regole

A Cremona, al contrario, i controlli stanno proseguendo quasi senza intoppi: «I cremonesi stanno dimostrando senso civico e rispetto delle regole – conferma il dottor Luigi Vezzosi a capo del servizio di Sorveglianza Sanitaria di Ats Val Padana che si occupa delle verifiche di chi, risultato positivo, deve rispettare l’obbligo dell’isolamento domiciliare – . I casi di elusione che si sono verificati nel nostro ambito d’azione e in particolare nel cremonese sono stati minimi. Parliamo di una percentuale che è inferiore all’1%».

Davvero poche unità se si pensa che i positivi, stando all’ultimo report epidemiologico pubblicato dall’ente, nella settimana di Ferragosto, indica la presenza di 405 positivi, tra contagiati sintomatici e malati con quadro clinico più severo. A pesare sul comportamento virtuoso, probabilmente anche per l’esperienza vissuta con la pandemia che rende la popolazione più attenta a rispettare le regole, ma anche per via di controlli piuttosto serrati che riescono a contrastare e a tenere a bada il fenomeno. In altre zone d’Italia, sono tanti gli stratagemmi messi in atto: non rispondere alla telefonata delle Ats è solo il più semplice, c’è chi è arrivato a fornire numeri di telefono inventati o ha annotato sui moduli del test indirizzi falsi.

Vezzosi

Luigi Vezzosi

«Di questi casi fortunatamente non abbiamo avuto esperienza. Per quanto ci riguarda le maglie delle verifiche sono piuttosto strette e funzionano – spiega Vezzosi – . Chi non risponde alle telefonate abbiamo verificato che spesso è perché è stato ricoverato. Restano davvero pochi casi di chi sparisce volontariamente. E’ allora che si mette in atto la procedura, per rintracciarlo attraverso una rete di contatti. Il primo ad essere avvisato è il medico curante, quindi effettuiamo delle verifiche incrociate con banche dati a nostra disposizione. Se è un buco nell’acqua, allora ci si rivolge all’anagrafe e alla polizia locale, ultima ratio è quella dell’attivazione della Questura o dei Carabinieri con una denuncia formale. Fino ad oggi siamo riusciti a sistemare ogni situazione».

Grande lavoro di rete, con i sanitari trasformati in investigatori. Ad oggi chi viola la quarantena rischia una sanzione amministrativa, che va dai 400 ai 3 mila euro, e c’è chi ipotizza anche il reato di epidemia colposa.

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