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La siccità brucia i parchi, ma l'irrigazione è troppo cara

L’assessore Gramignoli: «Sistemi presenti solo nelle aree verdi più grandi, speriamo nelle piogge»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

23 Agosto 2021 - 16:06

La siccità brucia i parchi, ma l'irrigazione è troppo cara

CREMA - Erba ingiallita e un effetto «desertificazione» che balza all’occhio. Questa la condizione che si registra in diversi parchi cittadini, in particolare quelli che si trovano ai margini, nelle aree più periferiche

Siamo arrivati a questa situazione per via della siccità delle ultime settimana, sommata ad altissime temperature, che a cavallo di Ferragosto hanno sfiorato i 40 gradi

«Siamo arrivati a questa situazione per via della siccità delle ultime settimana, sommata ad altissime temperature, che a cavallo di Ferragosto hanno sfiorato i 40 gradi — sottolinea l’assessore all’Ambiente Matteo Gramignoli —: sono comunque convinto che l’erba ricrescerà presto, non appena vi saranno le prime piogge, che si spera siano sufficientemente abbondanti per penetrare nel terreno, fornendo linfa alla vegetazione».

Niente di irreparabile, dunque, anche se l’attuale situazione resta critica, specialmente in alcune aree verdi dei quartieri, come il parco di via Pagliari a Ombriano o quello tra via Molise e via Enrico Martini a San Bernardino.

«Nei parchi urbani, anche i più grandi, come il Campo di Marte o il Bonaldi, abbiamo sistemi di irrigazione per le zone a prato, che consentono, almeno in parte, di rimediare alla siccità — prosegue l’esponente della giunta —: sottolineo però che non tutta la superficie erbosa è coperta e comunque per garantire un manto sempre verde modello prato all’inglese, sarebbe necessaria una dispendiosa irrigazione. Fondamentale anche la presenza di alberi ad alto fusto. Dove si concentra l’ombreggiatura e in contemporanea c’è l’irrigazione, il verde dell’erba tiene: ad esempio nei giardini di piazza Fulcheria a Crema Nuova. La situazione che ritroviamo in diversi giardini pubblici della città, ma anche lungo aiuole, è analoga a quella di molti altri comuni».

Meglio vanno le cose per le piante ad alto fusto, specialmente per quelle nuove messe a dimora negli ultimi mesi, ad esempio lungo il viale di Santa Maria.

«Dei 70 alberi, non hanno attecchito solo quattro esemplari, peraltro già sostituiti — conclude Gramignoli —: abbiamo un’irrigazione programmata con il sistema cosiddetto a botte, ossia aziende specializzate che ogni settimana garantiscono tre-quattro interventi. In questo modo non abbiamo problemi legati alla siccità che peraltro perdura».

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Commenti all'articolo

  • pierangelolodetti

    23 Agosto 2021 - 20:31

    L'importante è sempre dare la colpa ad altri... la siccità, la mancanza di soldi, gli incivili. Alla base manca una volontà politica di investire sul verde pubblico, STOP...

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