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CORONAVIRUS. LA STORIA

«Io, guarito e con anticorpi ma resto senza Green pass»

La storia di un cremonese curato con il plasma e dimesso a Natale: adesso è alle prese con la «burocrazia»

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

23 Agosto 2021 - 06:20

«Io, guarito e con anticorpi  ma resto senza  Green pass»

CREMONA - Lo scorso novembre ha avuto il Covid, in versione severa, quella che stravolge la vita ai ricoverati e ai loro familiari. Tre settimane pesantissime trascorse su un letto dell’ospedale Maggiore. Poi la cura, efficace, con il plasma iperimmune. E la guarigione, arrivata prima di Natale. Quindi una serie di controlli ed esami per evidenziare eventuali complicazioni lasciate dal virus, delle quali, per fortuna, non c’è traccia.

Sono continuati, per volontà del paziente, gli esami sierologici, a cadenza mensile, che palesano una quantità di anticorpi molto elevata.

renato cantoni

Renato Cantoni

«Più alta di molti che hanno fatto il vaccino, mi ha detto una volta uno dei sanitari che svolte i test». Malgrado tutto questo, per Renato Cantoni, cremonese di 59 anni, da qualche tempo residente a Pieve D’Olmi, non è previsto il Green pass, che come tutte le misure restrittive vive anche di aspetti burocratici dove il tempo è una variabile che conta. Qui il tempo che conta è quello che trascorre dalla malattia, o meglio, dalla guarigione.

Essendo trascorsi più di sei mesi da quando Cantoni è stato certificato come persona affetta da Covid-19 e guarita, la copertura del Green pass non c’è più.

«Mi pesa — spiega Cantoni —. Tanto per cominciare non posso andare a vedere la Cremonese. Poi devo dire che non sono una mosca bianca. La stessa identica cosa è capitata al paziente Covid che era ricoverato nel letto accanto al mio. Ci sentiamo spesso. Lui ha una carica anticorpale ancora più elevata della mia».

Sul percorso che lo ha condotto all’esclusione dal Green pass malgrado la super carica di anticorpi, Cantoni, messo davanti alle due risposte più immediate - rigidità burocratiche oppure volontà di vaccinare a tutti i costi - risponde senza esitare un istante. E propende decisamente per la seconda. «E pensare che la più recente letteratura medica internazionale ha allungato i termini, per chi è guarito dal Covid: la carica anticorpale si considera attiva a dieci, undici mesi dalla guarigione, con tutto quello che ne consegue», aggiunge il 59enne. Per uscire dall’impasse, Cantoni si è dato da fare ma ha portato a casa poco.

«L’Ats mi ha inviato un certificato di guarigione, che non è un Green pass. Quanto al mio medico curante, si è detto contrario al vaccino. Mi ha detto che non ci sono grandi tracce di persone colpite da una malattia infettiva che la rifanno. E dirò di più: in quanto ex paziente Covid ricoverato, sono seguito regolarmente dai servizi dell’ospedale. A maggio, anche tenuto conto del responso dei test sugli anticorpi, mi hanno sconsigliato di fare il vaccino. Mi hanno detto di aspettare l’autunno».

E così Cantoni, inevitabilmente, si sente «tra l’incudine e il martello».

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Commenti all'articolo

  • stradivari

    23 Agosto 2021 - 09:33

    Basta vaccinarsi o fare il test ogni due giorni per avere il green pass…

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