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Vaccini e cure palliative: il congedo senza il Covid

Una ventina le persone seguite dal servizio di Terapia del dolore che hanno ricevuto il siero. Obiettivo: prevenire la malattia, dare esempio di libertà e testimoniare una vitalità senza limiti

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

22 Agosto 2021 - 06:15

Vaccini e cure palliative: il congedo senza il Covid

CREMONA - Non importa quanto manchi alla fine della clessidra: ogni granello è ugualmente prezioso. Lo dimostra, con coraggiosa lucidità, chi sceglie di vaccinarsi contro il Covid-19 nella prova estrema della malattia: sono una ventina le persone seguite dal servizio di Terapia del dolore e cure palliative dell’Asst di Cremona che hanno fin qui ricevuto il vaccino per prevenire il virus che ha stravolto il nostro tempo. In un’epoca in cui il dibattito sul fine vita si è fatto più che mai acceso, la decisione di affidarsi alla vaccinazione si fa, così, esempio di libertà e testimonianza di inesausta vitalità.

«Sono circa quaranta le dosi somministrate dagli operatori domiciliari da aprile fino ad oggi - conferma Alessio Faliva, responsabile dell’unità operativa di Cure palliative che opera in sinergia con il team di professionisti sanitari dell’Associazione Cremonese per la Cura del Dolore -. Tutte le persone coinvolte in questo percorso, pur con un’aspettativa di vita media, si trovano in una condizione di particolare fragilità, perciò si rende necessaria una valutazione attenta e approfondita da parte di un’équipe allargata: al di là dell’aspetto strettamente clinico, viene preso in esame anche il profilo psicologico dei pazienti».

La richiesta di vaccinazione da parte dai malati innesca un sistema complesso di valutazione che chiama in causa gli specialisti di riferimento per ciascun paziente, come oncologi, cardiologi ed ematologi. «È da questo confronto che scaturisce la decisione sull’effettiva possibilità di somministrare il vaccino - spiega Faliva -. Quindi si entra nella fase operativa, che coinvolge direttamente l’Unità operativa Vaccinazioni e tutti i membri del nostro team».

Dopo il recupero delle dosi, si può dunque effettuare la somministrazione a domicilio prima di rivolgersi, infine, all’hub di CremonaFiere, per completare le procedure di registrazione anche al fine del rilascio del Green Pass.

«Fino ad oggi non abbiamo riscontrato alcun problema - sottolinea Faliva - e, soprattutto, abbiamo ricevuto feedback molto positivi da parte sia dei vaccinati che dei loro familiari. Il servizio è destinato a proseguire: abbiamo già in programma nuove somministrazioni per le prossime settimane. Quest’attività si sta rivelando molto importante per i pazienti, mossi dalla volontà di affrontare con la massima serenità possibile l’esperienza della malattia».

Parole sottoscritte dall’infermiere dell’Accd Massimo Cipelletti, uno degli operatori più attivi nella campagna vaccinale a domicilio: «È una grande soddisfazione ricevere in cambio i sorrisi e i complimenti dei malati - racconta -. Ogni volta ci approcciamo alla vaccinazione con la massima delicatezza e, dall’altro lato, incontriamo puntualmente uno straordinario senso di fiducia». La dimostrazione più eloquente del successo del servizio: «Per un paziente sottoposto a cure palliative il possibile contagio da Coronavirus rappresenta inevitabilmente una fonte di grande ansia - evidenzia Cipelletti -. La partecipazione al processo di vaccinazione per queste persone così fragili è un motivo di speranza».

La speranza di poter continuare a incontrare i propri cari in tranquillità fino all’ultimo, senza doversi preoccupare dell’ombra del Covid. Probabilmente ancora più spaventosa del pensiero della fine.

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