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"Discoteche chiuse: noi discriminati e in ostaggio del Governo"

Zanchi (Assointrattenimento): "Il rave party nel Viterbese è sintomatico dell’inadeguatezza delle nostre istituzioni"

La Provincia Redazione

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20 Agosto 2021 - 20:39

"Discoteche chiuse: noi discriminati e in ostaggio del Governo"

CREMONA - «Dov’è lo Stato?». Torna a chiederlo, con amarezza, il presidente nazionale di Assointrattenimento e imprenditore cremonese Luciano Zanchi, lamentando come discoteche e sale da ballo siano le uniche attività impossibilitate ad operare sull’intero territorio nazionale. Attività «discriminate e ostaggio del Governo». Per rimarcare l’errore, secondo Zanchi frutto «di scelte suggestive, prive di reali logiche di prevenzione e opzione estremamente pericolosa perché diretta a favorire manifestazioni spontanee e illegali», viene fatto riferimento in particolare al lungo rave party nelle campagne di Viterbo: più di 10 mila persone in arrivo anche dall’estero. «Quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutta la popolazione che continua silente a dover rispettare le norme di contenimento – attacca Zanchi –, è sintomatico dell’inadeguatezza e della assoluta improvvisazione delle nostre istituzioni. Certo, è sicuramente più facile e agevole multare, denunciare e perseguire penalmente singoli gestori di locali, come è avvenuto per le discoteche in Sardegna, accusandoli di non essere state in grado di evitare che i propri avventori si assembrassero o non rispettassero le norme di contenimento. E, sulla base di questi evidenti alibi, sostenere poi una campagna denigratoria contro il nostro settore, costringendo da quasi due anni onesti imprenditori alla morte della propria attività. Se i privati cittadini sbagliano, devono pagare; ma quando a sbagliare sono le istituzioni, come dobbiamo comportarci?».

Zanchi sottolinea che manifestazioni con migliaia di persone nelle pubbliche piazze sono state autorizzate o tollerate in tutta Italia: «Questure e Prefetture dov’erano? I delitti colposi contro la salute sono contestabili solo ai cittadini o anche a coloro che per legge, potere e prerogativa sono tenuti a tutelare l’incolumità pubblica? Quanto avvenuto nelle campagne di Viterbo è la prova evidente non solo di come il nostro Governo con i suoi ministri siano impreparati a proteggere l’incolumità pubblica, ma anche di come l’insistere nel vessare determinate categorie sia divenuto un gioco altamente pericoloso che sta compromettendo la sicurezza di tutti i cittadini». Infine la dura conclusione: «In uno Stato degno di questo nome — affonda il colpo Zanchi —, oggi qualcuno dovrebbe vergognarsi ed avere la decenza di togliersi di torno per il bene della nazione».

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