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OMAGGIO AL FONDATORE DI EMERGENCY

"Intitoliamo l'ospedale di Crema a Gino Strada"

Coro di consensi per la proposta lanciata da Corlazzoli: a favore sindaco, vicesindaco e M5S

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

21 Agosto 2021 - 06:15

"Intitoliamo l'ospedale di Crema a Gino Strada"

CREMA - Il dibattito era nato sui social, all’indomani della scomparsa di Gino Strada, medico di guerra e fondatore di Emergency, l’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure gratuite alle vittime dei conflitti e della povertà. Ed era proseguito con la proposta di intitolare a lui l’ospedale Maggiore cittadino. A lanciare l’idea era stato l’ex consigliere comunale di Offanengo Alex Corlazzoli: «Credo che tutta l’Italia debba molto a Gino Strada. Sono convinto che, quando un cittadino fa del nostro Paese un simbolo del bene nel mondo, debba essere riconosciuto e mai più dimenticato. Gino Strada deve diventare in ogni città un volto, una storia da ricordare per sempre. A Crema, intitoliamogli l’ospedale».

Il primo a raccogliere l’invito è stato il sindaco Stefania Bonaldi: «Si tratta di una bella proposta, che riconosce il valore di un grande medico e al contempo si rivela molto sfidante, soprattutto per l’idea di sanità coltivata, perseguita e praticata da Gino Strada. Vale a dire una sanità pubblica, che garantisca un diritto pieno alla salute per tutti e per tutte. Un obiettivo da raggiungere, specie in Lombardia, dove in fatto di sanità abbiamo assistito, negli ultimi 25 anni, ad un progressivo arretramento del pubblico a beneficio del privato e ad uno smantellamento dei servizi territoriali e dei distretti, che sono stati svuotati di funzioni erogatrici di servizi sanitari pubblici alle comunità. Credo che dare il nome di Gino Strada ad un ospedale — la sottolineatura — non possa prescindere dal sostenere questa idea di salute pubblica vista come un diritto». Sulla stessa lunghezza d’onda e sempre via social, il vicesindaco nonché medico Michele Gennuso. «Sono convinto del fatto che la maggior parte delle persone conoscano una minima parte di quanto Strada ha realizzato, probabilmente per il limite che a volte è determinato dallo scontro politico che annacqua la sostanza delle azioni. Gino Strada non ha avuto mai padroni se non i suoi pazienti, ai quali si è dedicato a varie latitudini sul campo, sporcandosi le mani. Ed è giusto che sia ricordato con l’intitolazione di un ospedale anche se non dobbiamo dimenticarci che amava la strada, il luogo dove si realizza nella quotidianità la fragilità nella malattia sostenuta dall’energia e dall’intelligenza di tutti i professionisti della salute». Per Gennuso, l’intitolazione dell’ospedale a Strada «sarebbe un bel segnale alla luce anche dell’esperienza che Crema e il Cremasco hanno dovuto vivere nella pandemia, in cui tutti i sanitari hanno riscoperto il loro ruolo e il valore del mettersi a disposizione e mettersi in gioco anche quando le forze, le strutture, le linee guida non sono adeguate ed efficaci, come succede in un ospedale in guerra».

D’accordo sull’intitolazione anche il Movimento 5 Stelle, rappresentato in aula Ostaggi da Manuel Draghetti: «La difesa dell’autonomia del nostro ospedale è stato elemento d’unione di tutti i sindaci del territorio e oggi dobbiamo affermare, con un messaggio come quello dell’intitolazione, che la sanità pubblica non va depauperata, ma potenziata, resa più capillare e prossima ai cittadini. Essere curati è un diritto universale e il messaggio che negli anni Gino Strada ha diffuso ovunque non può che rappresentare al meglio l’invito a potenziare la sanità pubblica anche nella nostra Regione, nella quale abbiamo visto negli anni fiumi di denaro pubblici riversarsi nelle casse della sanità privata. Siamo favorevoli alla proposta dell’intitolazione dell’ospedale a Gino Strada, ma questa deve costituire un punto di partenza per far sì che la Regione cambi completamente approccio rispetto al sistema sanitario». Sull’argomento intitolazione mantiene una posizione neutrale Germano Pellegata, direttore generale dell’azienda ospedaliera: «La decisione non spetta a me, ma alla Regione. E come direttore non saprei cosa dire. La mia opinione personale è che Gino Strada sia stata una persona autorevolissima, che ha fatto un ottimo lavoro».

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Commenti all'articolo

  • lambri.ivana

    21 Agosto 2021 - 10:19

    PERCHE' A LUI ? NON SONO DACCORDO !

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