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LA BEFFA

Quarantena Covid senza indennità: sindacati sul piede di guerra

Il legislatore non ha stanziato nuove risorse: così si crea un vuoto di tutela per alcune categorie di lavoratori

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

18 Agosto 2021 - 06:20

Quarantena Covid senza indennità: sindacati sul piede di guerra

CREMONA - Sindacati sul piede di guerra dopo la ‘beffa’ certificata da una nota dell’Inps, che annuncia per il 2021 la mancanza di risorse destinate alle indennità di malattia per chi finisce in quarantena Covid dopo essere entrato in contatto con una persona positiva al Coronavirus. Poiché il legislatore non ha stanziato nuove risorse, per quest’anno l’indennità non potrà essere erogata. Si viene così a creare un vuoto di tutela per alcune categorie di lavoratori - ad esempio operai, magazzinieri, commessi e cassieri - che nel peggiore dei casi potrebbero essere costretti a rimanere a casa senza retribuzione, non potendo svolgere la loro attività da remoto e quindi in smart working.


CGIL: "LO STATO DISCRIMINA"

«La Cgil manifesta la propria perplessità e contrarietà dinnanzi alla mancata istituzione di un’indennità adeguata al periodo di quarantena da Covid 19 — sottolinea Elena Curci, segretario organizzativo della Camera del Lavoro di Cremona —. Ritiene discriminatoria la posizione assunta dallo Stato, che da un lato proclama l’emergenza sanitaria fino al 31 dicembre 2021 e nel contempo non prevede uno stanziamento di bilancio per fondi destinati all'indennizzo delle quarantene Covid relative allo stesso 2021».


CISL: "OLTRE AL DANNO, LA BEFFA"

«La mancanza di fondi per l’indennità Covid è inaccettabile —, tuona Dino Perboni, segretario generale della Cisl Asse del Po —. Oltre al danno, la beffa. Come si è potuto arrivare a questo punto senza che nessuno se ne accorgesse in tempo? È la classica notizia che si dà nella pausa ferragostana, nella speranza che vada sotto l’uscio. Non si possono trattare in questo modo i lavoratori, che - già penalizzati dalla quarantena - si trovano beffati dalla mancanza di erogazione dell’indennità».


UIL: "RISCHIO BOMBA SOCIALE"

«È inconcepibile che non sia stato rifinanziato il fondo per coprire i lavoratori del settore privato lasciati a casa dopo il contatto con un positivo al Coronavirus — concorda il leader territoriale della Uil, Paolo Soncini —. C'è la copertura per il 2020 ma non sono stati stanziati altri soldi per il 2021. Siamo ancora in emergenza sanitaria, e nonostante l’accelerazione della vaccinazione di questi ultimi mesi, i casi di contagio stanno aumentando soprattutto a causa delle varianti. I lavoratori vanno tutelati, bisogna evitare il rischio di una ‘bomba sociale’».

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