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Lavoro: posti in aumento, ma sono precari

Il report della Cisl analizza il primo semestre del 2021

La Provincia Redazione

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14 Agosto 2021 - 06:00

Lavoro: posti in aumento, ma sono precari

CREMONA - Le assunzioni sono aumentate dalle 18.123 del 2020 alle 20.830 del 2021 con un aumento del 14,9%, ma continuano a diminuire i lavoratori con contratti stabili. È quanto sottolineano Dino Perboni e Ivan Zaffanelli, rispettivamente segretario generale e responsabile organizzativo Cisl della Cisl Asse del Po, analizzando il consueto rapporto del centro studi della Cisl Lombardia. Basato sui dati del sistema Sistal sul primo semestre 2021, il report evidenzia come le proroghe siano cresciute passando 6.327 nel 2020 ai 6.985 nel 2021 con un aumento del 10,4%; le trasformazioni sono diminuite da 2.090 del 2020 a 1.808 nel 2021 pari a un calo del 13,5%; le cessazioni sono passate dalle 17.416 unità del 2020 ai 17.477 del 2021 per un leggero incremento del 0,4%.

Infine, il confronto fra le assunzioni e cessazioni del 2020 con il 2021 è positivo e segna +2.646 contratti di lavoro rispetto al 2020. I dati mostrano una crescita sia delle assunzioni che delle proroghe, mentre si riscontra un consistente calo delle trasformazioni ed un lieve aumento delle cessazioni. Il dato nel suo complesso è positivo, perché da un lato grazie al blocco dei licenziamenti non si sono avute fuoriuscite di massa nel corso del 2020 e nella prima metà del 2021, e dall’altro la progressiva ripresa della tante attività economiche ha favorito l’occupazione.

I SETTORI
Servizi e il commercio hanno avuto una dinamica positiva del 10,2% con 11.297 assunzioni nel 2021 rispetto ai 10.249 del 2020. Le cessazioni sono calate del 2,5%. Anche l’industria ha visto una crescita degli avviamenti, passati dai 4.608 del 2020 ai 5.179 del 2021 e segnando un trend positivo del 12,4%. Le costruzioni hanno visto una crescita delle assunzioni attestandosi ai 1.309 del 2021 rispetto ai 978 del 2020 pari ad un balzo del 33,8%. Le cessazioni sono aumentate e nel 2021 sono state 1.084 rispetto alle 845 del 2020, +28,3%. Infine l’agricoltura ha riscontato una crescita delle assunzioni del 33,1% passando dai 2.288 del 2020 ai 3.045 del 2021. Le cessazioni sono incrementate passando dai 1.078 del 2020 ai 1.111 del 2021 pari + 3,1%.

I CONTRATTI
L’apprendistato conferma un aumento nelle assunzioni pari a 16,4% passando dai 537 nel 2020 ai 625 nel 2021. Le assunzioni con i contratti tempo indeterminato hanno registrato un abbassamento pari a 2,9% passando dai 4.277 del 2020 ai 4.155 del 2021. Le cessazioni sono passate dai 4.276 del 2020 ai 4.691 nel 2021 con una crescita del 9,7%. Complessivamente i contratti stabili hanno registrato una diminuzione nelle assunzioni pari a -0,7% passando dai 4.814 del 2020 ai 4.780 del 2021, viceversa le cessazioni sono cresciute del 9,7% passando dai 4.634 del 2020 alle 5.083 del 2021.
Il saldo fra assunzioni e cessazioni nel 2021 ha prodotto -303 occupati con contratti di lavoro stabili. Di contro, i contratti flessibili presentano una crescita nelle assunzioni che nel 2021 sono state 20.830 rispetto alle 18.123 del 2020 con una crescita del 20,6%. Le cessazioni sono diminuite dai 12.782 nel 2020 ai 12.394 del 2021 con un calo del 3,0%. Il saldo fra assunzioni e cessazioni nel 2021 con la tipologia dei contratti flessibili ha prodotto +3.656 occupati. 

Il raffronto fra le tipologie di contratti di lavoro è nettamente a vantaggio dei contratti a termine, mentre i rapporti di lavoro a tempo indeterminato segnano un consistente calo

L'ANALISI
«Il raffronto fra le tipologie di contratti di lavoro — spiegano Perboni e Zaffanelli — è nettamente a vantaggio dei contratti a termine, mentre i rapporti di lavoro a tempo indeterminato segnano un consistente calo. Tale andamento si registra anche in tutta la Lombardia, dove il tasso regionale di crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente segna un calo dei contratti a tempo indeterminato del 114,0% e quello provinciale del 268,3%. Appare evidente che la crescita dei contratti di lavoro attiene alle forme flessibili e a tempo determinato, con un abbassamento delle forme di assunzioni stabili ad eccezione dell’apprendistato. Pertanto, dopo la fase estremamente necessaria del blocco dei licenziamenti così come della cassa Covid, si deve percorrere una forte accelerazione delle politiche attive del lavoro, della riforma degli ammortizzatori sociali e del potenziamento della formazione continua per l’aggiornamento professionale. Inoltre, per generare assunzioni stabili occorre rendere la ripresa economica forte e vigorosa, grazie al Pnrr, con investimenti infrastrutturali materiali e immateriali che consolidino l’uscita dal tunnel della crisi». 

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