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Ecomostro in tribunale: il recupero resta fermo

Via Indipendenza: la Gerundo Center cita in giudizio la banca per il mancato prestito

La Provincia Redazione

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12 Agosto 2021 - 09:35

Ecomostro  in tribunale: il recupero resta fermo

CREMA - Si torna a parlare di Gerundo Center e la parola passa al tribunale. La vicenda del mancato recupero dell'ecomostro di via Indipendenza si arricchisce di un nuovo capitolo. E ad annunciarlo è Antonio Denti, amministratore unico della società che aveva proposto al Comune di recuperare l'immobile.

«Fallito nell’aprile scorso il tentativo di mediazione obbligatorio per legge nei contratti bancari, i miei legali hanno promosso un'azione in ambito civile citando la Banca di Piacenza per inadempienza contrattuale, con prima udienza già fissata per il 16 settembre. Ritengo che la situazione di stallo attuale sia imputabile alla condotta dell’istituto di credito con il quale la mia società aveva sottoscritto un accordo relativo all’operazione immobiliare, poi disatteso dalla controparte».

La banca avrebbe dovuto prestare i sei milioni necessari al recupero. ma non lo ha fatto e le motivazioni che i suoi legali hanno depositato nella memoria difensiva, chiamano in causa anche le vicende dell’hotel del Golfo di Finalpia. «Sconcerta leggere - spiega Denti - che per argomentare il mancato rispetto degli accordi sottoscritti dalla banca, i suoi legali producano articoli di giornale che accostano il sottoscritto alle infiltrazioni della malavita organizzata in Comfort Hotels. Sulle vicende dell’hotel del Golfo ho già spiegato che, nel caso nel processo in corso a Milano venissero provati i fatti denunciati da altri soci, la questione rimarrebbe confinata in quell’ambito senza che venga a questa attribuita la responsabilità del destino della società che ha gestito l'albergo negli ultimi anni. La conduzione dell’hotel ha sempre generato debiti in ogni esercizio».

In sostanza, secondo Denti, il processo in corso riguarderebbe alcune persone accusate di un tentativo di estorsione ai danni di Claudio Cogorno, amministratore di Comfort Hotels, denunciato dalla stessa vittima, e la vicenda sarebbe del tutto marginale al destino della società fallita. «I due amministratori che secondo qualcuno sarebbero gli infiltrati della 'ndrangheta - prosegue Denti - e che sono stati in carica per quattro mesi in tutto di cui tre con l’hotel chiuso, non sono stati nemmeno chiamati in causa dalla curatela nella richiesta di risarcimento danni per cattiva gestione».

E riguardo alla sua posizione aggiunge: «Per quanto mi concerne, dalla trasformazione in Spa di Comfort Hotels il sottoscritto non ha avuto più alcuna delega operativa e sono note e documentate tutte le mie denunce sul fatto che non mi era condiviso nulla della gestione della società». E’ chiaro il tentativo di Denti di smarcarsi dalla vicenda ‘ndrangheta, per far cadere la motivazione della banca al mancato finanziamento. Sul recupero dell’ecomostro, finora mancato, la società di Denti, come lui stesso precisa, «ha ceduto al Comune gratuitamente un terreno del valore di 522 mila euro, versato alla tesoreria oltre 60 mila euro per monetizzazione parcheggi, rilasciato fidejussioni già escusse per oltre 270 mila euro ed inoltre rimborsato la finanziaria che aveva emesso la fidejussione rilasciata dal precedente proprietario ed escussa dal Comune per altri 124 mila euro».

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