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DOPO IL TRANSITO DEL TRENO

Sbarre nuove, ma restano giù: lunghe code

Il passaggio a livello tra Maleo e Codogno continua a risultare teatro di situazioni anomale

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

09 Agosto 2021 - 06:20

Le nuove sbarre restano giù: code lunghe e pericolose

PIZZIGHETTONE/MALEO - Nonostante siano appena state posizionate le nuove barriere, il passaggio a livello tra Maleo e Codogno continua a risultare teatro di situazioni anomale. Nei giorni scorsi le sbarre, dopo il transito del treno, non si sono sollevate, e lungo entrambi i versanti della Codognese si sono formate code lunghe e pericolose. Sì, pericolose: perché al di là del disagio di chi è costretto ad attendere quindici o anche venti minuti prima di poter ripartire, visto il dislocamento lunga una doppia curva dell'attraversamento ferroviario esiste anche il rischio reale di tamponamenti o collisioni.

Le protezioni erano state installate da Rfi la settimana precedente. L'azienda aveva deciso di rimuovere le semi-barriere prevedendone altre, di lunghezza superiore, in grado di coprire l'intera carreggiata e non solo una corsia; situazione che in teoria avrebbe potuto generare manovre imprudenti da parte degli automobilisti più indisciplinati o frettolosi.

Proprio per questo la sostituzione era programmata già nel 2020, ed era stata anche avviata nei giorni antecedenti all'incidente costato la vita a Elisa Conzadori, la 34enne di Pizzighettone travolta da un treno il mattino di Ferragosto. A proposito, a poco meno di un anno dalla tragedia, la famiglia attende ancora di conoscere la verità; non solo, attende anche di sapere dalla Procura a che punto sono le indagini e quali conclusioni abbiano determinato.

Al momento gli unici indagati risultano i tre addetti della squadra di manutenzione di Rfi che avevano eseguito dei lavori agli impianti del passaggio a livello pochi giorni prima che si consumasse lo schianto. Schianto che secondo i familiari della vittima, e le ricostruzioni dei testimoni, si sarebbe verificato in seguito al malfunzionamento della sbarra installata sul versante codognese, scattata verso l’alto prima del passaggio del convoglio; ipotesi quest'ultima sempre smentita da Rfi.

Ora che le perizie si sono concluse e che non sono più necessari ulteriori approfondimenti tecnici, sul luogo della tragedia nei prossimi mesi potrebbe iniziare il maxi intervento di riqualificazione e messa in sicurezza programmata da Reti Ferroviarie Italiane nell’ambito del raddoppio della linea Codogno-Cremona-Mantova: si punta al superamento dei 59 passaggi a livello esistenti e alla creazione di una nuova strada che si connetta alla provinciale 27 al largo di Maleo.

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