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«Dal rilancio al degrado». Piazzetta Coppetti divide

In via Goito l’area dedicata allo scultore e politico. Panchine rovinate, cartelli rotti e schiamazzi

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05 Agosto 2021 - 10:32

«Dal rilancio al degrado». Piazzetta Coppetti divide

Piazzetta Coppetti, com'era il giorno dell'inaugurazione e com'è oggi

CREMONA - Aprile del 2019, via Goito: dalle ceneri del vecchio cantiere della mediateca viene inaugurato un nuovo spazio comune. È piazzetta Coppetti, dedicata a Mario Coppetti, personaggio simbolo di Cremona, scultore, militante antifascista, socialista che ricoprì importanti ruoli nella vita amministrativa della città.
Piazzetta Coppetti: un luogo di aggregazione, con panchine smart, gazebo, punti ombreggiati e un murales a tema cinematografico come sfondo, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale. Ma ad oggi, questo ambizioso progetto sembra essere ancora in divenire. Dopo due anni, le panchine sono rovinate da graffiti e graffi; alcuni cartelli sono rotti o rovinati, mentre le zone d’ombra non sono mai state effettivamente installate. Niente gazebo, infatti, e poco possono fare gli alberelli posizionati nella piazza che così, nei mesi estivi, diventa impossibile da sfruttare. I residenti, inoltre, lamentano continui schiamazzi notturni e musica ad alto volume anche fino a tarda notte.

«Piazzetta Coppetti è un progetto legato alla rigenerazione urbana a cui abbiamo lavorato molto, e non l’abbiamo messo da

Come Polizia locale siamo già intervenuti più volte per controllare, e abbiamo anche deciso di disabilitare, durante la notte, le cellule di ricarica delle panchine smart. Abbiamo inoltre posizionato due telecamere

parte – afferma l’assessore Barbara Manfredini -. Come Comune, abbiamo organizzato eventi quando ce n’è stata la possibilità. Ricordiamo che è stata inaugurata pochi mesi prima che cominciasse il lockdown. Abbiamo però dato la possibilità di sfruttarla ad altre realtà che ce ne hanno fatto domanda; l’ultima è stata il Paf, che l’ha scelta come luogo per la mostra sulla fotografia etica di Lodi. Ad agosto, inoltre, tornerà la seconda edizione del ‘Cinema in Piazza’. Sappiamo che è diventata punto di ritrovo per i giovani, e adesso abbiamo dato anche l’autorizzazione per un plateatico. Per quanto riguarda gli schiamazzi notturni, come Polizia locale siamo già intervenuti più volte per controllare, e abbiamo anche deciso di disabilitare, durante la notte, le cellule di ricarica delle panchine smart. Abbiamo inoltre posizionato due telecamere, per controllare al meglio la situazione dello spiazzo».
Le nuove aperture nei dintorni (la pizzeria Vasinikò in via Palestro, già operativa, mentre in corso Garibaldi sta per aprire una bottega di prodotti naturali ed erboristici per la salute) raccontano di una zona che si sta rialzando dopo la pandemia, complice anche la vicinanza con il corso Campi. Si spera quindi che, con il miglioramento della situazione sanitaria, l’amministrazione comunale continui nel lavoro di recupero della piazza e possa diventare effettivamente un nuovo luogo di aggregazione per tutti i cremonesi.

Due anni fa, durante la campagna elettorale, Carlo Malvezzi, candidato sindaco del centro destra, da via Goito illustrò il progetto per rilanciare l’area. «Oggi in via Goito lanciamo un intervento fortemente innovativo, che renderà bella e funzionale un’area collocata in uno snodo strategico del centro storico, a pochi metri da corso Garibaldi e dalle scuole, tra la biblioteca e corso Campi — disse Malvezzi —. A partire da questo studio di fattibilità, promuoveremo un concorso tra architetti perché noi vogliamo sollecitare la creatività e la competenza del mondo professionale». Il progetto: «Nuovi parcheggi e piazza rialzata con giardino, parco giochi, caffetteria e ristorante, co-working e parete verde verticale». L’affondo di Malvezzi: «L’area che l’amministrazione ha dedicato a Mario Coppetti, non merita, com’è adesso, di essere legata a un personaggio così rilevante, per il quale la ricerca del bello è stata tanto importante. L’obiettivo è che l’anima, il cuore e la terra di questo maestro trovino qui un luogo vero, dove esporre le sue opere».

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