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CORONAVIRUS: LA POLEMICA

Bagnolo Cremasco, «Troppi assembramenti». E il sindaco chiuse la sagra

Paolo Aiolfi ferma la kermesse e manda via giostrai e ambulanti. Scoppiano le proteste

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

05 Agosto 2021 - 10:16

Bagnolo Cremasco, «Troppi assembramenti». E il sindaco chiuse la sagra

Il sindaco Paolo Aiolfi e la performance degli sbandieratori alla sagra di Bagnolo Cremasco

BAGNOLO CREMASCO - La sagra si è chiusa in anticipo per eccesso di assembramenti, con tanto di risse e situazioni fuori controllo. Queste, in sintesi, le ragioni principali che hanno spinto il sindaco Paolo Aiolfi a firmare un’ordinanza che ha fatto calare il sipario sulla festa popolare di Santo Stefano, cominciata venerdì scorso. Troppo caos, specialmente tra domenica e lunedì. Martedì è stata l’ultima sera con luna park e bancarelle. Da ieri il sindaco ha obbligato giostrai e ambulanti a lasciare il paese. Molte le iniziative che hanno riscosso successo, dallo spettacolo di fontane danzanti in piazza Santa Lucia, allo show, con sfilata in paese, degli sbandieratori di Legnano, in costume medievale. «Nelle serate del primo e 2 agosto – scrive Aiolfi nell’ordinanza – come accertato si sono rilevate continue violazioni alle prescrizioni igienico-sanitarie alle attività di spettacolo viaggiante e di occupazione di suolo pubblico da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, con assembramenti di persone in violazione alle norme anti contagio Covid-19 previste dalle vigenti disposizioni. In entrambe le serate è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, con il coinvolgimento dei carabinieri della locale stazione, per sedare risse e comportamenti aggressivi di fruitori e avventori delle attrazioni e dei locali pubblici. Ritengo pertanto urgente ed improrogabile attivare tutte le azioni necessarie a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, visto il perpetrarsi delle situazioni di violazione alle regole previste dalle autorizzazioni rilasciate e al piano della sicurezza di contrasto del contagio da Covid-19 attuato dal Comune». Da qui la revoca dei permessi: «Tutte le autorizzazioni per spettacoli viaggianti e occupazione di suolo pubblico correlate allo svolgimento della sagra patronale».

Dai banchi della minoranza non mancano accenti polemici. «Non è bastata la nota ‘L’evento si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid’ che campeggiava sul manifesto della sagra patronale per scongiurare assembramenti e comportamenti pericolosi, ma anche decisioni dell’ultimo minuto che non servono più a nessuno. D’altro canto, nel circondario sono pochissimi i Comuni che si sono spinti nell’organizzare feste e fiere in questo periodo post Covid: ma noi no, anzi. Aumentato il numero di giostre rispetto al passato, moltiplicando così i punti di aggregazione. Il sindaco e la sua giunta sapevano che questa sagra sarebbe stato un azzardo ma si sa: «se la và la ghà le gambe». Evidentemente non è stato così».

Dall’opposizione di Progetto Bagnolo portano esempi: «I balli (sarebbero vietati) all’opera Pia, un’attività commerciale piena all’inverosimile: non c'è bisogno di fare nomi, chi c’era ha visto. In piazza Moro passaggi stretti, gente accatastata e piazza Roma vuota. Colpa dei giostrai? Anche no. La situazione sembra ormai sfuggita di mano, ma come fermare un treno in corsa? Ci sono gli sbandieratori, le fontane luminose, è il giorno di sagra. Passano la domenica e pure il lunedì, con altri balli. Il martedì, ci si sveglia dal torpore: la sagra non può andare avanti così, bisogna intervenire e dare quella parvenza di legalità». Secondo l’opposizione un’ordinanza che, a questo punto, non serve a nulla: «Di fatto si ferma una sagra finita già da un giorno».

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