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LA PROVINCIA DELLE DONNE

Marina Maldotti: sperimentare, e la bellezza di essere unica

L’unica istruttrice di Cremona di gyrotonic, la disciplina che sta conquistando il mondo

Fabrizio Barbieri

Email:

fbarbieri@laprovinciacr.it

02 Agosto 2021 - 06:10

Marina Maldotti: sperimentare, e la bellezza di essere unica

Marina Maldotti e, a destra, durante il lancio con il paracadute

CREMONA - Il sorriso contagioso, un fisico da ballerina, gli occhi scuri che parlano da soli. Soprattutto la voglia di sperimentare, crescere e fare diventare lo sport da passione a lavoro. E soprattutto di trasformare la sua attività in uno stile di vita. Marina Maldotti, per tutti Mari, ha un primato unico a Cremona, quello di essere l’unica trainer di gyrotonic. In molti si staranno chiedendo di cosa stiamo parlando, così come ha fatto Marina qualche anno fa quando ha iniziato a praticare questa disciplina. Ma il coraggio ne le è mai mancato ed eccola ora insegnante di uno sport che sta spopolando, in Italia ma in generale in tutto il mondo.

Ci spieghi meglio di cosa stiamo parlando.
«Il gyrotonic nasce in America negli anni Ottanta grazie al ballerino ungherese Juliu Horvath che, dopo un infortunio al tendine d’Achille che mise fine alla sua carriera, si dedicò alla pratica intensiva dello yoga sviluppando poi questa disciplina che stimola le articolazioni ed esercita la muscolatura, permettendo così al corpo di rimanere in forma e di allungarsi e rinforzarsi allo stesso tempo. Il gyrotonic utilizza gli esercizi isometrici di altre attività posturali come la danza, lo yoga, le arti marziali, il nuoto, sfruttando i movimenti circolari, ogni movimento è accompagnato poi dalla respirazione per favorire un uso corretto del diaframma, donando così maggiore efficacia e fluidità agli esercizi. Si svolge con particolari macchinari, si tratta di attrezzi, presenti nelle palestre specializzate, che si adattano a ogni corpo e ad ogni condizione in modo dolce. L'esercizio base del Gyrotonic è il "wave" che significa onda, un esercizio che serve a donare nuova mobilità alla colonna vertebrale rendendola più flessibile. Per eseguirlo basterà sedersi sulla panca con la schiena dritta, aprire le gambe e impugnare i manubri dello specifico attrezzo portandoli poi in avanti con un movimento simmetrico: si creano poi due cerchi con le braccia andando avanti con il busto e creando un arco con la colonna vertebrale. Poi si torna indietro incurvando la schiena e rilassandola».

È l’unica istruttrice cremonese. Come si è avvicinata?
«Io sono sempre stata una sportiva a 360 gradi. Negli anni ho seguito corsi e mi sono specializzata in diverse discipline. Ho conosciuto il gyrotonic attraverso un’amica, la vera precursore è stata Cecilia Soldi che per prima ha esplorato questo mondo. Ho provato, mi sono appassionata e da lì è partito tutto. Ho conosciuto un mondo che mi ha cambiato la vita, da sportiva e da donna».

E ha trovato l’amore...
«Ho iniziato a fare questa disciplina ho passato mesi a Milano per i corsi. Dopo tempo ho conosciuto Mauro che faceva l’istruttore, siamo diventati prima amici e a distanza di tempo fidanzati... Lui è un ex danzatore professionista, è stato ballerino della Scala e non solo. Mi ha fatto conoscere un mondo diverso, vedere la vita sotto una luce particolare. È una persona di cuore, amante degli animali, della natura».

È diventata anche vegana.
«Diciamo che era una mia predisposizione. La carne l’ho sempre mangiata poco. Sono diventata vegetariana prima e poi vegana. Non è stata una scelta, ma un passaggio progressivo. Mi trovo bene, sto bene, il mio fisico risponde alla grande. Sono contenta».

Mai avuto un rimpianto?
«Nessun rimpianto, nessuno sacrificio. Essere vegani è visto in un certo modo a volte, ma non deve essere associato a una vita senza vizi... Puoi essere vegano e mangiare Pringles e bere Coca Cola...».

A 45 anni si sente una donna realizzata?
«Sì. Avevo due passioni nella mia vita e sono diventati il mio lavoro. La prima era l’oreficeria che ha occupato la prima parte della mia vita, la secondo lo sport che da passione è diventato lavoro».

Marina Maldotti durante un’arrampicata in montagna

È sempre stata sportiva?
«A cinque anni ho iniziato facendo ginnastica artistica, poi pattinaggio, rock and roll acrobatico, rebound, scalata, corsa. Mi mancano solamente gli sport acquatici e quelli con la palla».

Poi è arrivato il gyrotonic.
«Da praticante sono diventata istruttrice e non è stato un passaggio semplice. Ho frequentato tanti corsi a Milano e svolto un esame a Münstertal in Germania, un po’ la patria di questa attività che si svolge attraverso una macchina particolare. Sono trainer anche di gyrokinesis che invece si pratica a corpo libero. C’è stato da studiare, ma ho acquisito tante conoscenze fondamentali. Devi conoscere il corpo sotto un punto di vista diverso».

In tanti si stanno avvicinando?
«Ho insegnato a Cremona, ora mi sono spostata a Milano presso lo studio vicino al Naviglio. Ci sono tante richieste, questo sì. In questo tipo di segmento a volte si va a mode. Prima impazzivano tutti per lo yoga, poi per il pilates. Diciamo che il gyrotonic comprende un po’ tutto, è una disciplina olistica che lavora su movimento e respirazione».

Il Covid ha cambiato tutto?
«Diciamo che la gente non ama più lavorare in gruppo. Quindi nell’ultimo anno e mezzo la richiesta è cresciuta in modo esponenziale per avere lezioni personalizzate. Ovviamente c’è un lavoro più mirato».

E cosa ha lasciato invece in Covid sul fisico?
«Un disastro. I principali problemi sono legati alla respirazione tra ansia e ore con la mascherina. Fiato corto, poca espansione. Poi tutti i guai alla colonna. Lavorare in smart working ha costretto molte persone a posture scorrette. Gli stessi studenti con la Dad sono stati ore davanti al computer. La possibilità ridotta di movimento e di poter fare sport ha dato un altro colpo importante. Troviamo situazioni complicate, ma il nostro mestiere è quello di lavorare in modo completo, di tonificare, allungare e ‘allargare’ il corpo».

Una donna che lavora con gli uomini e ‘sugli’ uomini. Ha mai avuto difficoltà?
«No. Ma credo sia dovuto al mio modo di pormi. Con il cliente si deve raggiungere un certo tipo di intesa e per gli esercizi il contatto fisico è necessario. Cerco di mettere tutti a loro agio, di farli rilassare. Per me non c’è differenza tra uomini, donne o bambini».

Lavorate con gente di tutte le età?
«Dagli adolescenti agli ottantenni. Non ci manca nulla, per tutti ci sono esercizi specifici per migliorare».

Ha partecipato all’ultima Maratonina di Cremona. Come è andata?
«A me piace correre, ma non sono una da cronometro ossessivo. Faccio anche tanta strada, ma senza avere la mania del passo al chilometro. Ho fatto la gara con un mio amico e avevo fatto una scommessa con il mio compagno. Se avessi completato i 21 chilometri sotto le due ore avremmo prenotato una vacanza a New York. Alla fine è stata dura ma ho tagliato il traguardo con 15” di anticipo sulla tabella di marcia. Aspettiamo che si possa tornare a viaggiare per il mondo per prenotare...».

È felice?
«In questo momento ho tutto quello di cui ho bisogno e vorrei che rimanesse così per tanto tempo».

Lei ha anche altre passioni. Come la cucina, essendo ‘figlia d’arte’...
«Mia mamma Rosa è stata per anni la proprietaria del ristorante Liberty. Lì ho iniziato a lavorare da ragazzina, con mio fratello Roberto che poi ha preso proprio la strada della ristorazione con la gestione di tanti locali. Io ero alla cassa, ero giovane, ho conosciuto tante persone e la mia vita è iniziata proprio lì. Ho anche imparato a cucinare, è solo una passione ma mi diverto a preparare qualche piatto particolare per la mia famiglia e per gli amici».

La vacanza ideale?
«In mezzo alla natura, ma anche in una bella città».

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