L'ANALISI
01 Agosto 2021 - 06:15
DRIZZONA - Infastidito dal rintocco notturno delle campane, un cittadino ha fatto inviare da un avvocato alla parrocchia una diffida. E da qualche giorno le campane del campanile di Drizzona sono «mute» di sera e di notte, dalle 21 alle 7. Niente più rintocchi ogni ora e la tradizionale Ave Maria delle 6.30 suona mezz’ora dopo, alle 7. In paese diversi cittadini lo hanno notato e si sono chiesti, anche via social, il motivo del cambiamento.
Il parroco don Antonio Pezzetti riassume la vicenda: «Ad aprile di quest’anno è stato emesso un decreto vescovile che disciplina la materia relativa al suono delle campane, al quale ci siamo adeguati dopo aver ricevuto una lettera da un avvocato che rappresenta un cittadino di Drizzona. Il cittadino in questione lamentava il disturbo arrecato dal suono delle campane. Così abbiamo deciso di zittire le campane dalle 21 alle 7 e di far suonare l’Ave Maria alle 7 e non più alle 6.30».
Tutto bene? «No, perché l’avvocato ci ha scritto ancora definendo irricevibili le decisioni assunte per andare incontro al cittadino da lui assistito e annunciando che procederà per vie legali. Sinceramente pensavo che fossero sufficienti i provvedimenti presi secondo le indicazioni del decreto vescovile, ma così non è. A questo punto attendiamo l’evolversi degli eventi. Noi abbiamo seguito le indicazioni del decreto del vescovo, che presumo sia rispettoso delle normative generali».
La questione fa, come sempre accade in questi casi, discutere anche a Drizzona. Non è la prima volta che succede qualcosa del genere e non sarà neppure l’ultima, probabilmente. C’è chi concorda con il cittadino che si è lamentato e chi invece sostiene che i rintocchi delle campane rappresentano una tradizione del paese, come suoni che scandiscono il passare delle ore e i vari momenti della giornata.
«E’ vero che in certi momenti le campane possono anche dare fastidio, ma sono lì da molto prima della persona che si lamenta – afferma un cittadino drizzonese —. Se uno non vuole essere infastidito da quel suono può anche andare ad abitare lontano da una chiesa e da un campanile».
Un altro commento raccolto in paese: «Francamente rivolgersi ad un avvocato mi sembra un po’ esagerato per una questione di questo tipo. Nei nostri paesi siamo tutti abituati al suono delle campane, non ci trovo nulla di male. Anzi, adesso che non ci sono più i rintocchi delle ore a me personalmente manca qualcosa. In questo caso mi sento io penalizzato». Una ulteriore valutazione: «Quante storie per dei rintocchi delle campane. La verità è che la gente non sopporta più nulla al giorno d’oggi e questo a me suscita molta tristezza».
La materia ha subito una evoluzione nel tempo. Secondo la concezione propria della Chiesa cattolica e gli accordi da essa stipulati con la Repubblica italiana, l’uso delle campane rientra nell’ambito della libertà religiosa, ma nell’attuale contesto, dove gli usi e i costumi legati al culto cattolico non sono sempre accolti come patrimonio comune e linguaggio riconosciuto e accettato, la Chiesa ha sottolineato che la salvaguardia del proprio patrimonio simbolico non deve confliggere con il rispetto delle persone, dei loro legittimi diritti e delle leggi dello Stato. Per questo anche suonare le campane è diventato oggetto di regolamentazione, cercando di salvaguardare le caratteristiche tipicamente religiose del loro suono nel rispetto delle attuali esigenze della popolazione. Ma c’è chi, nonostante tutto, vorrebbe che non suonassero affatto.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris