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CREMA. SARACINESCHE ABBASSATE

Vie Cavour e Forte «affittasi»: una distesa di vetrine vuote

Dieci gli addii, Tazza di Asvicom: «Servono proposte innovative». L’assessore: «Il segno resta positivo»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

01 Agosto 2021 - 06:10

Vie Cavour e Forte «affittasi»: una distesa di vetrine vuote

CREMA - Una sequenza di nove cartelli «affittasi» a cui si aggiunge un «vendesi», molti dei quali sono spuntati nelle ultime settimane: via Cavour e la piccola via Forte, strade del centro a due passi dal cuore dello shopping cittadino, sembrano non avere più l’appeal di un tempo.

I negozi chiudono per non riaprire più, oppure c’è un continuo turn over, ma con esperienze che durano lo spazio di mesi. In altre zone, come le centralissime via Mazzini e via XX Settembre, la situazione sembra tenere, ma basta girare l’angolo e il commercio cremasco accusa il colpo.

Molto spesso si tratta di attività con poca esperienza alle spalle ed una scarsa progettualità a lungo termine

Le oggettive difficoltà create dall’anno e mezzo di pandemia si fanno sentire. A fronte di un apri e chiudi incessante, il presidente di Asvicom, Berlino Tazza, analizza la situazione: «Molto spesso si tratta di attività con poca esperienza alle spalle ed una scarsa progettualità a lungo termine. Dobbiamo considerare che il sistema retail è profondamente cambiato. Oggi non si può più prescindere da una efficace strategia imprenditoriale che solo in parte può essere demandata alla capacità dei singoli. Il contesto è fondamentale e deve essere proattivo ad una evoluta attività d’impresa».

L’invito del leader dell’associazione di categoria è di promuovere iniziative per migliorare l’attrattività della città «tramite la cabina di regia del Distretto urbano del commercio, servono proposte che puntino sull’innovazione. Per attrarre i turisti si può lavorare su piccoli eventi multitema con cadenza mensile, poi interventi sistemici nell’ambito della digitalizzazione, azioni che richiedono una cooperazione tra pubblico e privato. I negozi devono poter migliorare la qualità dei servizi affiancando al tradizionale canale di vendita lo strumento dell’e-commerce che, come ci testimoniano alcuni associati, è cresciuto velocemente rappresentando ormai il 30-40% dell’incasso medio annuo con una crescita esponenziale».

Quelle che erano state le aperture a maggio, inizio giugno, con una serie di esercizi commerciali che rappresentavano anche una novità per la città, si sono progressivamente spente. Ma non è detto, come sottolinea l’assessore al Commercio Matteo Gramignoli, che ciò significhi una crisi definitiva per strade tradizionalmente ricche di vetrine come via Cavour.

«In via Mazzini non c’è quasi più un negozio libero, una recente chiusura alle Quattro vie sarà presto rimpiazzata: i proprietari hanno in mano diverse richieste — è l’analisi di Gramignoli — via Cavour ha delle criticità, vedremo a settembre quando sono convinto possano arrivare ulteriori aperture e richieste. Per tracciare un quadro complessivo aspetterei dunque dopo la pausa estiva. In merito a via Forte, seppur attigua alle strade dello shopping, non è mai stata una zona di passaggio e dunque di commercio. C’erano un paio di vetrine. Io guardo al saldo complessivo dei negozi in centro storico, che al momento rimane con segno positivo».

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