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RIPALTA CREMASCA: IL CASO

Bonazza: «Un solo medico titolare. Ma noi siamo in 3.450»

Il primo cittadino torna alla carica: «Un aiuto per due ore la settimana non basta»

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

30 Luglio 2021 - 06:10

Bonazza: «Un solo medico titolare. Ma noi siamo in  3.450»

Il sindaco di Ripalta Cremasca, Aries Bonazza, e la compilazione di una ricetta

RIPALTA CREMASCA - Una pezza, per cercare di chiudere un buco aperto ormai da tre anni e mezzo, in pratica dal giorno della scomparsa del dottor Pierangelo Firmi. Da allora, nel territorio comunale è rimasto un solo medico di base e per quanto

Il sistema così non può reggere, anche perché con così tanti pazienti è difficile lavorare e ancora più difficile seguirli come si deve

riguarda il secondo posto disponibile, se ne sono succeduti già sei. Tutti temporanei, tutti di passaggio. Il sindaco Aries Bonazza ha sollevato il problema già da mesi, per cercare di risolverlo, interpellando più volte anche l’Ats Valpadana, ma la situazione rimane di emergenza, come lui stesso conferma: «Ciò che è stato fatto nelle ultime settimane è portare il massimale dei pazienti del dottor Giacomo Citarella a 2.000 e alzare a 1.750 quelli del dottor Paolo Patrini, che una volta la settimana, per due ore, si è offerto di ricevere nell’ambulatorio di via Roma. È chiaro che il sistema così non può reggere, anche perché con così tanti pazienti è difficile lavorare e ancora più difficile seguirli come si deve». La speranza di Bonazza è che qualcosa possa cambiare dal prossimo anno. «Ci sono due medici di Ripalta, che hanno manifestato l’intenzione di dimettersi dall’ospedale Maggiore per concludere la loro carriera lavorativa come medici di base. Uno di loro potrebbe prendere servizio nel nostro Comune, per colmare la lacuna attuale e per permettere di riequilibrare il numero dei pazienti, riportandolo entro limiti sostenibili». Nell’attesa, però, i cittadini si lamentano. «E hanno ragione di farlo. C’è gente che non sa quale sia il suo medico. Soprattutto le persone anziane sono in difficoltà. Abbiano già avuto sei medici diversi dal 2018 a oggi e in questo momento c’è un solo dottore titolare per 3.450 abitanti. Tante persone sono costrette a fare ricorso al pronto soccorso di Crema. Faccio presente che nel mio paese il 65% della popolazione ha più di 50 anni e gli over 70 sono il 20%».

Le continue sollecitazioni all’Ats non hanno sortito effetti. «Ho avuto un incontro con i responsabili — afferma Bonazza — ma mi è stato risposto che di medici di base non ce ne sono, a causa anche del numero chiuso nelle università». Di recente l’Ats Valpadana ha indetto un concorso per 24 posti e si sono presentati solo in 6, mentre nel Cremasco su 33 posti liberi non si è presentato alcun medico. «In effetti — aggiunge il sindaco — altri Comuni come Madignano, Izano, Credera e Casale Cremasco sono nelle nostre stesse condizioni». Il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina ha impoverito le classi e poi, una volta terminati gli studi, i neolaureati aspirano quasi tutti a frequentare una specializzazione. Appena escono dalla facoltà accettano un posto come medico di base, ma solo in attesa di entrare nella specialità prescelta, cosa che si avvera dopo pochi mesi. Di qui il continuo turn over, del quale Ripalta è un esempio lampante.

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