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CADUTO NELLA GRANDE GUERRA

Redipuglia, Bongiovanni non tornerà a Casalbellotto

Il pronipote: «Non è possibile perché il luogo è un monumento nazionale. Rimediato l’errore sul suo nome»

Davide Bazzani

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29 Luglio 2021 - 06:05

Redipuglia, Bongiovanni non tornerà a Casalbellotto

CASALMAGGIORE - «Non credo, purtroppo, sia possibile traslare le spoglie di mio prozio da Redipuglia, perché il sacrario militare è un monumento nazionale». 

Il pronipote Luigi Silla di Cremona parla di Giovanni Bongiovanni, classe 1894, casalasco di Casalbellotto, soldato del 39esimo Reggimento Fanteria, morto sul campo di battaglia durante la Prima guerra mondiale, il 27 luglio 1915, a seguito delle ferite riportate in combattimento, nell’Ospedale da Campo n. 63 in Turriaco (località a sud-ovest di Redipuglia) e lì sepolto, inizialmente.

Le sue spoglie riposano ora nel famoso sacrario militare della provincia di Gorizia: è inumato alla tomba numero 5.773. Silla ha ricostruito le vicende di Bongiovanni, rimaste un misteriose e nascoste a causa di un errore di trascrizione. Perché il nome di Bongiovanni, a Redipuglia, è indicato come «Giovanni Buon».

«Era il fratello di mia nonna – spiega Silla —. Mi sono imbattuto in un articolo in cui si parlava del fatto che era stato pubblicato il database con i nomi dei Caduti sepolti a Redipuglia e da lì ho iniziato degli approfondimenti», racconta. Il via all’indagine lo aveva dato direttamente il padre di Giovanni, Pietro, senza esito, subito dopo il decesso del figlio. Si era recato nella zona dell’Isonzo dove il figlio aveva trovato la morte perché voleva portarlo a casa e dargli una degna sepoltura, ma non riuscì nel suo intento.

Partendo dal database di Redipuglia e ampliando le sue ricerche tramite gli archivi online del ministero della Difesa, Silla ha trovato una fotografia di Bongiovanni e all’archivio di Stato di Cremona ha recuperato la scheda militare del prozio. Incrociando i dati è emerso che a Redipuglia era stato sepolto «Giovanni Buon», deceduto a Turriaco il 27 luglio 1915. «Pensavano che Bongiovanni fosse un cognome e un nome e così lo hanno separato, facendolo diventare Giovanni Buon», spiega il pronipote.
Un equivoco dell’epoca, nato dalla somiglianza di «Giovanni» con «Bongiovanni» e che per tanti anni ha fatto pensare che Bongiovanni fosse disperso. Il nome corretto di Giovanni Bongiovanni è inserito comunque nella lapide presente all’interno del palazzo municipale di Casalmaggiore. A livello locale, il suo nome è stato ricordato e onorato. Silla è pessimista sulle possibilità di riportare la salma a casa, proprio per le caratteristiche di Redipuglia. «A Casalbellotto vive un nipote di Bongiovanni, Giuseppe, figlio di Alessio — già scomparso —, fratello di Giovanni», riferisce Silla.

A Redipuglia riposano, disposte su ventidue gradoni, le salme di 39.857 caduti identificati, tra cui Bongiovanni, mentre nel gradone più alto, in due grandi tombe comuni ai lati della cappella, riposano le salme di 60.330 caduti ignoti, per un totale di 100.187 morti.

Dal sacrario è arrivata una doccia fredda sulla possibilità di far correggere il cognome sbagliato. «Si rappresenta che presso il Sacrario – ha scritto a Silla il direttore facente funzioni, colonnello Roberto Esposito – non è più possibile, in seguito a vincoli storico-architettonici apportare correzioni-integrazioni in epigrafe sui loculi, sarà cura di questo ente e della direzione storico-statistica per conoscenza, provvedere alla correzione dei dati sul registro cimiteriale e a livello informatico. Le sia di conforto sapere che mai potrà venire meno la riconoscenza e la memoria verso chi ha donato la vita per la Patria».

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