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L'INTERROGAZIONE

"Fondi Covid alla Cultura Partecipata, uno schiaffo a imprese e famiglie"

L'attacco di Ceraso all'amministrazione: "Nessuno dei progetti finanziati ha attinenza con la pandemia"

La Provincia Redazione

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22 Luglio 2021 - 15:52

"Fondi Covid alla Cultura Partecipata, uno schiaffo a imprese e famiglie"

Maria Vittoria Ceraso

CREMONA - I fondi Covid "avrebbero dovuto essere elargiti a famiglie e imprese colpite dalla crisi" e non per "finanziare i progetti della Cultura Partecipata": il consigliere di Viva Cremona Maria Vittoria Ceraso attacca di nuovo l'amministrazione comunale sull'impiego delle risorse trasferite dallo Stato nel 2020. Ceraso, che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta, afferma: "Vorrei ricordare che il progetto Cultura Partecipata è nato con l'Amministrazione Galimberti nel 2014/2015 ed è stato riproposto per tutti gli anni successivi tra le attività di promozione culturale del Comune non legati ad alcuna emergenza e sempre finanziato attraverso risorse proprie o sponsorizzazioni. Come mai quest'anno la stessa iniziativa risulta legata all'emergenza, quando tra l'altro nemmeno uno dei progetti finanziati ha qualche attinenza con il tema della pandemia essendo i filoni tematici a cui dovevano ispirarsi i progetti (Cremona bellissima, Cremona nella storia e Cremona dei giovani) del tutto estranei al Covid 19?".

Ceraso, quindi, incalza: "Qual è a questo punto il discrimine tra ciò che può essere finanziato dai fondi Covid e ciò che non può esserlo? Di fatto sembra che per il Comune ci possa stare dentro un po' di tutto (vedi anche i 380.000 euro dei lavori del Ponchielli) tranne, ad esempio, i buoni spesa non più previsti per il 2021 (nel 2020 erano stati finanziati ben due bandi per attribuirli) nonostante siano  ben note  le gravi difficoltà che stanno vivendo le famiglie, documentate anche dal quel triste primato che vede  Cremona al secondo posto in regione per aumento dei prestiti personali, segno che le stesse sono sempre più costrette a ricorrere al credito per far quadrare i conti. Ciò non significa che il lavoratori e le associazioni del mondo della cultura non vadano sostenuti ed aiutati, ma ciò dovrebbe avvenire attraverso lo strumento corretto e trasparente di un bando che stabilisca i presupposti legati all'emergenza in base ai quali è possibile ottenere un contributo".

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Commenti all'articolo

  • Aletti.renzo

    22 Luglio 2021 - 16:08

    Ma la kultura è prerogativa della sinistra, sinistra che si differenza dagli ignoranti di destra, quindi.....

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