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CASTELVERDE: LA STORIA

Mussa il cantoniere: in Italia col barcone per avere un futuro

Il 37enne del Mali grazie a una convenzione con l’Azienda Sociale del Cremonese si prende cura del verde e delle strade

Serena Ferpozzi

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redazione@laprovinciacr.it

20 Luglio 2021 - 10:40

Mussa, il cantoniere: in Italia col barcone per avere un futuro

CASTELVERDE - «Mi piace lavorare e vivere qui». Si chiama Mussa Konte, è originario della Repubblica del Mali ed è arrivato in Italia sui barconi. Ora abita presso la casa dell’accoglienza a Cremona e ogni giorno in sella alla sua bicicletta raggiunge il paese alle porte della città per aiutare il cantoniere comunale nella pulizia delle aree verdi e delle strade del centro abitato. Grazie ad una convenzione sottoscritta con l’azienda sociale del Cremonese (che si occupa anche del discorso assicurativo) fornisce un aiuto nel tenere in ordine Castelverde.

SPINGE IL CARRETTO E SORRIDE

«Dopo il pensionamento del cantoniere Emanuele Galelli – spiega il sindaco Graziella Locci – il Comune non ha avuto la possibilità di poter assumere altro personale a causa del blocco delle assunzioni e ci siamo quindi trovati con un figura in meno. Il territorio da manutenere è molto vasto e grazie a questa convenzione, totalmente gratuita e senza costi per la nostra amministrazione, è arrivato Mussa». Una figura che non passa inosservata. Lo si vede attraversare le vie del capoluogo a piedi con il suo carrettino, giubbino catarifrangente, berretto e mascherina. Sopra ci sono scope, palette, sacchi dell’immondizia e anche due grossi bidoni dove collocare il materiale raccolto. La sua volontà e voglia di mettersi in gioco lo rendono benvoluto, per non parlare del sorriso e della cortesia con cui si rivolge a chi si ferma anche solo due minuti per scambiare due chiacchiere con lui.


PRIMA LA LIBIA, POI IL VIAGGIO DELLA SPERANZA

La sua è una storia fatta di sacrifici e dal desiderio di potere, un giorno, vivere in una casa tutta sua. Mussa ha 37 anni, è sposato e ha due figli, uno di nove e l’altro di sei anni. È originario del Mali ma a causa della guerra è dovuto scappare della sua terra. «Sono stato nove mesi in Libia – racconta mentre scarica il suo carrettino nei pressi del punti di raccolta – da lì sono partito e sono arrivato in Sicilia, sui barconi. Un viaggio lungo e difficile. Da un anno vivo a Cremona e sono ospite presso la casa dell’accoglienza. Sono contento di poter lavorare e a Castelverde mi trovo bene. Spero un giorno di poter avere una casa tutta mia dove poter stare con la mia famiglia e di poter continuare a lavorare». E mentre racconta, estrae dalla tasca dei pantaloni il portafogli con all’interno il documento che gli consente di rimanere in Italia. È in attesa del permesso di soggiorno e spera di poterlo ottenere al più presto.

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