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LA STORIA

Un influencer cremonese in Islanda: Pagani prof a Reykjavik

La sua pagina Facebook conta 80mila fan: "Fare cultura con i social è possibile"

Carlo Caianello

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redazioneweb@laprovinciacr.it

13 Luglio 2021 - 06:30

Un influencer cremonese in Islanda: Pagani prof a Reykjavik

Roberto Luigi Pagani

CREMONA - Quando si sente parlare di influencer, sopratutto a Cremona, il pensiero va immediatamente a Chiara Ferragni. Ma c’è un altro cremonese che spopola sui social network con oltre 80.000 follower: opera nel mondo della cultura e la sua pagina su Facebook - Un italiano in Islanda - è un mix di storia, letteratura, paesaggi, sociologia e di tutto ciò che riguarda l’isola vulcanica del Nord Atlantico. Roberto Luigi Pagani ha 30 anni e dopo aver ottenuto un Master in studi medievali islandesi nel 2015, dal 2016 insegna letteratura italiana all’Università di Reykjavik e sta ultimando un dottorato di ricerca su manoscritti medievali islandesi. Nel frattempo ha tradotto dall’islandese due libri di saghe di grande successo, Saghe della Vinlandia (Diana edizioni) e La saga di Gunnar (Iperborea). Per far conoscere la cultura di questo meravigliosa isola ha aperto una pagina Facebook dove si parla di storia, letteratura, e società islandese, ottenendo un clamoroso successo.


«La mia passione è nata sin da ragazzino - spiega pagani -. Avevo dodici o tredici anni quando sfogliando l’atlante mi sono innamorato di questa isola così vicina all’Artico. Poi la passione si è evoluta, dall’atlante sono passato a ricerche geografiche su Google Earth e ho incominciato a interessarmi sempre di più a questo Paese del nord. Mi sono iscritto alla facoltà di lingue scandinave all’Università di Milano, ma anche se non c’era un corso di lingua islandese ne ho frequentato uno sulla letteratura islandese medievale. È stato amore a prima vista. L’ultimo anno di Università l’ho fatto ad Edimburgo, in Scozia, e li mi è stata data la possibilità di fare l’Erasmus a Reykjavik. Dovevo rimanere una decina di giorni, ma mi sono trovato così bene che non sono più andato via. Dal 2014 vivo là».


Pagani spiega che con i social è possibile fare cultura: «Secondo me è la nuova frontiera, anche se per ora ancora molto sottovalutata. È il modo migliore per avvicinare le persone, la cultura non deve essere solo per specialisti. Nella mia pagina cerco di parlare in modo semplice anche di argomenti non banali come può essere un’opera letteraria. Poi in base ai commenti che ricevo su ogni post, in base alle domande che mi fanno posso permettermi risposte più da specialista. Su Facebook cerco anche di combattere contro alcuni stereotipi sull’Islanda. Questo Paese è sì un’isola remota e poco abitata, ma contrariamente a quanto si pensi è da sempre ricca di storia, cultura e aperta al mondo. Il clima non è così freddo come si racconta e soprattutto non ci sono quelli sbalzi di temperatura come in alcune zone anche di Italia. La gente non è fredda e poco comunicativa. Anzi, gli islandesi sono un popolo di ‘caciaroni’, che amano la convivialità e sono molto legati alla famiglia. Per quanto riguarda la cucina islandese, molti pensano che si mangi male, ma non è assolutamente così. Lo squalo fermentato non è il cibo tipico degli islandesi come si crede. La cucina è molto sofisticata, moderna, varia e basata sulla freschezza delle materie prime. Carne, pesce, verdura, frutta e dolci squisiti».

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