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RICORSO AL TAR

Venti sanitari 'no vax' contro l’aut-aut dell'Ats

Efficacia ed eventuali danni dei vaccini sono i punti cardine della battaglia anti-obbligo vaccinale

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

13 Luglio 2021 - 06:15

Venti sanitari 'no vax' contro l’aut-aut dell'Ats

CREMONA - Rivendicano «la libertà di scelta della cura e la libertà della ricerca scientifica sancite dalla Carta Costituzionale, diritti inviolabili e parte integrante del patrimonio costituzionale comune dei Paesi dell’Unione Europa, in nessuno dei quali, non a caso e a differenza dell’Italia, questo obbligo è stato introdotto». Una ventina tra medici, infermieri e operatori socio sanitari del Cremonese etichettati «no vax» - etichetta respinta, perché «l’ideologia non c’entra» - ricorrerà al Tar di Brescia contro l’obbligo vaccinale per la categoria. In particolare, contro l’aut-aut (il secondo avviso) ricevuto da Ats Val Padana. «Il vaccino è un siero sperimentale, siamo solo cavie», protestano gli operatori sanitari che se non si vaccinano, ora rischiano di essere demansionati a lavori che non implichino rischi di diffusione del contagio. E se non è possibile demansionarli, rischiano di essere sospesi dal lavoro.


Oggi, gli operatori sanitari ‘no vax’ si incontreranno con gli avvocati Susanna Bonfatti Paini e Michele Modesti per mettere a punto il ricorso ai giudici amministrativi sugli atti emanati da Ats. «Il senso dell’impugnazione è di sollecitare nel Cremonese movimenti che stanno resistendo all’obbligo di vaccinarsi, seguendo gli esempi della Liguria, di Reggio Emilia, Fidenza. Il Cremonese sembrava una zona dormiente invece non lo è — spiegano i legali Bonfatti Paini e Modesti —. In alcuni casi, i nostri assistiti hanno documentato ad Ats Val Padana l’impossibilità di essere vaccinati per la presenza di patologie pregresse, anche gravi. Ats non ha avuto considerazione dell’individuo. Non ha guardato il carteggio. Anziché dire ‘okay, ne prendo atto, ci aggiorniamo, integri la documentazione’, ha inviato il secondo avviso e questo è grave», accusa l’avvocato Bonfatti Paini. Che fa una premessa: «Non esiste una opinione giusta o sbagliata a prescindere, ognuno ha una propria vita personale», ma, insomma, il vaccino «non può essere un obbligo». Anche perché «non si sa se siano efficaci e nemmeno si conoscono ancora le conseguenze dannose a breve o lungo termine». Efficacia ed eventuali danni dei vaccini sono i punti cardine della battaglia che i «no vax» vogliono condurre davanti al Tar di Brescia.

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