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CORONAVIRUS. GUARDIA ALTA

L'infettivologo Pan: «Il rischio ora risale: prudenza»

«Non è finita: evitare gli errori della scorsa estate»

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

12 Luglio 2021 - 11:09

L'infettivologo Pan: «Il rischio ora risale: prudenza»

Angelo Pan

CREMONA - Dopo il rialzo dei contagi in Italia per la prima volta dal 19 giugno scorso a causa della circolazione della variante Delta, il governo ha convocato una cabina di regia e il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ammonito di agire con prudenza alla luce anche di quanto sta succedendo in Europa. I medesimi intendimenti che da un anno e mezzo fanno parte del vocabolario quotidiano di Angelo Pan, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Ospedale di Cremona.

«Non vorrei essere preso come la Cassandra di turno — spiega — però è evidente che la pandemia a livello mondiale non è finita e che, viste le caratteristiche del virus e della sua capacità di mutare e sfuggire in parte alla nostre difese, come medico non posso non raccomandare la prudenza».

Secondo i dati pubblicati dalla John Hopkins University, l’incremento dei casi globali di contagio tocca il 30% in più in un solo mese (da metà giugno a oggi) con un andamento quotidiano fluttuante. «Il concetto — ribadisce Pan — è che la pandemia è ancora presente. Con quello che abbiamo imparato in questo ultimo anno e mezzo, fin che c’è in circolazione il virus, sono inevitabili nuove varianti e di conseguenza nuovi problemi per la popolazione».

Intanto la provincia di Cremona continua nel suo trend: «I casi gravi sono veramente pochi. Un dato positivo, naturalmente. Non dobbiamo dimenticare, però, che più casi ci sono più aumenta il rischio di contagio, soprattutto fra la popolazione più fragile che rischia di ammalarsi».

La circolazione della variante Delta è dunque in aumento in Italia e oltre al tracciamento dei casi e al completamento dei cicli vaccinali è necessario rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale. Secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, sono undici le regioni o province autonome che nell’ultima settimana vedono aumentare il numero dei casi. «È chiaro c che il problema sussiste — commenta Pan —: conforta che in provincia di Cremona non si registri, come detto, l’incremento del numero dei ricoverati e non si registrano nuovi decessi. Bisogna comunque essere prudenti, non mi stancherò mai di dirlo, perché non è finita». Sulla diffidenza degli over 60 ad accedere alla campagna vaccinale, Pan punta il dito anche sulle campagne informative «non felici» del governo, «discordanti e altalenanti», che hanno contribuito ad aumentare la diffidenza nei confronti del vaccino, AstraZeneca in particolare.

«Ci sono i no vax, chi ha paura, chi pensa ‘se si vaccinano gli altri, io non sono a rischio’: se per gli over 60 il rischio di morire a causa del vaccino è di uno su un milione, il rischio di morire di infezione è di uno ogni sette-otto. Numeri molto, molto, molto diversi — sottolinea Pan —. È vero: oggi il rischio di infettarsi è basso, perché circola meno virus; ma ribadisco che la guardia deve rimanere altissima». Se le percentuali di prime dosi inoculate ai lombardi sono confortanti (tra il 70 e il 78 per cento) «rimane comunque un 25-30 per cento di popolazione che sfugge. Se il virus dovesse diffondersi in maniera rapida e sostenuta, potrebbe arrivare alle fasce più deboli di questa frangia non ancora vaccinata. Che dobbiamo proteggere, certo, chiedendo in cambio che a sua volta si protegga, collaborando con il Sistema sanitario nazionale». 

La mascherina è una scocciatura, ma ammalarsi è peggio

Stadi, feste di piazza dopo le vittorie dell’Italia agli Europei, mascherine neppure a parlarne. Sconteremo le conseguenze di questi comportamenti? «La mia è una valutazione medica, naturalmente. La regola è sempre la stessa: essere prudenti. La partita di calcio Atalanta-Valencia, sia pure in un altro contesto sanitario, ci ha insegnato che mettere insieme tanta gente anche in ambienti aperti causa diffusione. Vedere tanta gente senza mascherina allo stadio di Wembley mi spaventa un po', lo stesso vale nella vita di tutti i giorni. L’incremento di casi in undici regioni può non essere preoccupante, però è un incremento. E se vogliamo continuare ad avere una vita normale sarebbe bene seguire le regole fondamentali, non necessariamente più rigide. Che lo si faccia per difesa personale oppure per il bene comune. La mascherina è una scocciatura, ma ammalarsi è peggio».

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Commenti all'articolo

  • iemmecr

    12 Luglio 2021 - 11:46

    Sono over 60 e mi sono vaccinato e come consigliato, continuo a usare prudenza per me e per chi mi sta attorno avere buon senso costa poco

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