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Imprese 4.0: «Il futuro è sempre più digitale»

Pegorari, neo presidente di ICT Servizi e Terziario di Confartigianato, indica la rotta. «Per resistere è diventato decisivo poter contare su competenze multimediali»

La Provincia Redazione

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10 Luglio 2021 - 10:40

Imprese 4.0: «Il futuro è sempre più digitale»

Giacomo Pegorari

CREMONA - La pandemia ha costretto molte imprese a modificare il proprio modo di lavorare. Per resistere e rimanere competitive anche le imprese artigiane si sono sforzate di innovare, utilizzando ad esempio il web che ha traghettato il modo di fare impresa verso orizzonti più innovativi. Il neo eletto presidente della categoria ICT Servizi e Terziario di Confartigianato Cremona, Giacomo Pegorari, spiega come vede il futuro delle piccole e medie imprese in questo ambito.

«Già in condizioni di normalità – esordisce Pegorari – le imprese sono orientate alla richiesta di capitale umano qualificato, ma in particolare con la pandemia da Covid-19, si è accentuata la richiesta di e-skills e competenze green. Il possesso di competenze digitali e multimediali viene richiesto ormai alla maggior parte delle figure professionali che si approcciano al mondo del mercato del lavoro. La capacità di utilizzare linguaggi e metodi informatici è diventata, oggi, una competenza di base».

A questo si aggiunge la costante necessità di affiancare capacità di applicazione delle tecnologie 4.0, finalizzate in genere, all’innovazione dei processi produttivi aziendali. «Competenze che oggi vengono considerate dalle imprese un requisito essenziale durante la delicata fase di ricerca del personale».

Ma digitale e informatica non sono gli unici temi caldi in questo periodo per gli imprenditori: «L’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale – prosegue il presidente – sono competenze sempre più richieste dalle imprese. Per lo sviluppo di queste competenze, sempre più rilevanti, per il mercato del lavoro e in particolare per il mercato del lavoro giovanile, sono essenziali le esperienze formative oltre che quelle lavorative. Allo sviluppo delle competenze digitali e green sono chiamate quindi inevitabilmente a partecipare università e istituti di istruzione tecnico-professionale. Per questo ho accolto con grande favore il nuovo percorso formativo della città di Cremona che prevede la nuova Laurea Magistrale in Innovazione e Imprenditorialità Digitale dell’Università Cattolica nel campus di Cremona. Il nostro compito, sia come imprenditori, sia come dirigenti di Associazione, sarà quello di mantenere alto il livello di sensibilità nei confronti dei corsi professionalizzanti che mirano a formare figure professionali con conoscenze e competenze corrispondenti ai fabbisogni aziendali. Oggi il ruolo di noi dirigenti di Categoria è quello di accompagnamento culturale verso il digitale. Per fare questo chiediamo però un contributo imprescindibile anche alle Istituzioni attraverso la stabilizzazione degli incentivi alla trasformazione digitale oggi esistenti, voucher per innovazione, export ed e-commerce ad esempio. Imprese e Istituzioni ancora una volta devono muoversi in un’unica direzione».

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