Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA

Galleria 25 Aprile: «Affitti alti per le tasse, così chiudono i negozi»

Un proprietario: «12 mila euro di Imu, non si paga tanto nemmeno a Brescia e Milano». La replica dell’assessore Manzi: «Qui aliquote più basse, pesa il valore degli immobili»

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

10 Luglio 2021 - 08:51

Galleria 25 Aprile: «Affitti alti per le tasse, così chiudono i negozi»

CREMONA - «Affitti troppo alti? Per forza, con quello che pago di Imu. Cifre che ho visto solo a Cremona: neppure a Brescia o a Milano sborsiamo importi simili». Sulla questione dello stato di salute delle vetrine nel centro storico e, in particolare, nel salotto buono della città, si aggiunge ora una voce finora poco presente, quella dei proprietari. Originario di Pizzighettone, 70 anni, Giampiero Sordi è titolare dell’impresa San Pietro, che possiede cinque negozi in Galleria 25 Aprile, di cui due attualmente sfitti: «E pensare — spiega — che noi siamo andati incontro agli inquilini, cancellando due mensilità quest’anno e due l’anno scorso. Invece le tasse le dobbiamo pagare per intero. L’Ufficio entrate del Comune non vuole sentire parlare di riduzioni. E uno dei nostri negozi l’abbiamo dato in uso gratuito piuttosto che lasciarlo vuoto. Faccio questo lavoro da 45 anni — aggiunge Sordi —, ma ora è diventato insostenibile. Gli immobili invece di essere fonti di reddito, sono causa di problemi. Pensi che per il negozio più grande pago 12 mila euro all’anno di Imu. L’affitto è di 2.500 al mese, tolte le tasse, le spese condominiali, le manutenzioni straordinarie e, infine, la tassa sul reddito, resta ben poco. Per gli altri siamo intorno ai 5.600 di Imu. Per i due negozi vuoti l’offerta di affitto più alta che ho ricevuto è di 500 euro, ma se pago 5.600 solo di Imu come faccio?». 

Gli immobili invece di essere fonti di reddito, sono causa di problemi. Pensi che per il negozio più grande pago 12 mila euro all’anno di Imu

E tra l’altro, secondo quanto spiega Sordi, i negozi sono anche invendibili: «Noi vorremmo metterli sul mercato, ma non li vuole nessuno, neanche a regalarli. Troppe rogne. Sembra che lo Stato remi contro chi lavora e investe. Io ho 70 anni e sto bene così, ma nessun giovane farà mai questo mestiere. Tra l’altro ci è anche capitato di ricevere in pagamento dell’affitto un assegno protestato da 9 mila euro. Abbiamo sporto denuncia ma la persona è stata assolta e noi non abbiamo incassato nulla. Ma così si uccide il commercio: ci vogliono anni di sacrifici per far crescere un’azienda ma basta poco per farla morire».

La voce dell’amministratore: «In Galleria 25 Aprile — spiega Giuseppe Mario Ferrari — trovano spazio circa 25 negozi, di cui 5 attualmente sfitti: abbiamo vissuto situazioni anche peggiori. E a breve avremo tre nuove aperture. Il caro affitti pesa, ma a determinarlo sono soprattutto le rendite catastali che per la categoria C1, i negozi, qui in Galleria è in classe 13, probabilmente la più alta della città. Questa classificazione si ripercuote sul calcolo dell’Imu e, a catena, sugli affitti».

Secondo Ferrari, la Galleria resta centrale nel passeggio dei cremonesi: «La crisi è iniziata prima del Covid, ma non ha colpito tutti i negozi allo stesso modo: soffre di più chi sconta la concorrenza degli acquisti online».

Quanto allo stato della Galleria, potrebbero essere migliorate sia la pulizia, a carico del Comune, che l’illuminazione: «Serve una maggiore cura nel tenere pulite le pareti e le reti anti piccioni, installate da noi. E anche l’illuminazione è migliorabile». Ferrari lancia un’idea: «Si potrebbero recuperare le vecchie plafoniere d’epoca e dotarle però di impianti nuovi e di nuovi proiettori luminosi».

Sulla questione dell’Imu, l’assessore al Bilancio, Maurizio Manzi, replica: «Non so come sia stato fatto il paragone con Brescia e Milano, dove i negozi pagherebbero un’Imu più bassa. Faccio notare che sia Milano che Brescia per la categoria C1 l’aliquota è dell’11,4 per mille mentre a Cremona è del 9,6 per mille, che diventa del 10,6 per i negozi sfitti. Aggiungo che l’Imu è determinata dalla rendita catastale, che è definita dall’Agenzia delle Entrate che valuta in base alle zone. A parità di rendita, a Cremona si paga un’Imu più bassa rispetto a Brescia o Milano». 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400