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LA STORIA

Pola, barman e scrittore: un cocktail targato Paderno

Gianfranco, 56 anni, una vita alla scoperta delle bevande per creare drink migliori, e poi anche attore e autore

Alessandro Botta

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07 Luglio 2021 - 06:15

Pola: barman e scrittore. Un cocktail targato Paderno

Gianfranco Pola

PADERNO -«I drink devono essere di facile perfezione e di facile bevuta: quando lo gusti lo devi sentire e, dire, ‘Wow’. Ho girato il mondo per approfondire tutto ciò che riguarda i cocktail ma tendo sempre a tornare al mio paese perché non bisogna mai dimenticarsi da dove si è partiti». Estro, fantasia e creatività. Ma anche quel rapporto di fiducia con il cliente che fa la differenza: una vita dietro il bancone del bar per Gianfranco Pola, padernese 55enne, barman, formatore che ancora oggi tiene corsi in tutta Italia, figura che ha ricoperto incarichi istituzionali per la Confcommercio di Cremona e anche come presidente della Fipe.

Protagonista nella ‘Milano da bere’ degli anni ‘80, a Cremona ha poi dato inizio ad una serie di attività tra cui El Sueno e, dal 2002, La Capannina. Attore con il monologo teatrale ‘Il bar aperto’, e scrittore. Tanto che ora sta per fare ritorno nella sua Paderno per presentare l’autobiografia dal titolo 'Volevo fare il calciatore... storia di un barman di successo': la serata aperta a tutti si tiene sabato alle 20 alla Salsamenteria di Paderno, con musica e aperitivo dalle 19.

«Si tratta del mio quarto libro – spiega –, in questo racconto 41 anni di lavoro. Giocavo a calcio nel territorio, facevo il centravanti ed ero un goleador. Ricordo che andavo anche all’oratorio di Casalbuttano, anni bellissimi con le sfide con il compianto Paolo List. Dunque volevo fare il calciatore, ma non ce l’ho fatta perché da giovane, per due anni, una malattia mi ha costretto a guardare i miei compagni giocare da bordocampo. Quindi ho poi deciso di fare il barista, sono partito da Paderno, paese a cui sono molto affezionato e dove sono rimasto fino a 15 anni, per iniziare nella ‘Milano da bere’ degli anni ‘80. Un lunedì mattina finita la terza media, infatti, ho deciso di andare a Milano a cercare lavoro e da lì è iniziata l’avventura che mi ha permesso di viaggiare, di diventare un barman di fama internazionale e di aprire diverse attività. E da 20 anni sono brand ambassador per Chartreuse, il liquore più vecchio del mondo».

Per migliorare sempre di più le proprie competenze Pola ha girato il mondo alla ricerca dei segreti dei cocktail. «Sono andato a New York, poi in Sudamerica per approfondire tutto ciò che in base al periodo stava funzionando, quindi per il Mojito sono andato a Cuba e per la Caipirinha in Brasile in modo da imparare ed essere all’avanguardia sul mercato italiano. Ho fatto molti cocktail di successo, il Sommergibile è una mia invenzione degli anni ‘90. Ma un drink pazzesco è il 127, creato nel 2011 al Da Pola Bar Italiano di Cremona, e composto da Chartreuse, ginger ale Fever Tree e succo di lime spremuto perché il colore mi ricordava la mia Fiat 127. È l’espressione della semplicità».

Pola si rivolge poi ai giovani aspiranti barman. «Questo è il lavoro più bello del mondo perché ti permette di conoscere persone, imparare lingue e di dar luogo ad un patrimonio d’esperienze che si vivono solo nel sistema dell’intrattenimento».

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