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VIADANA

«Non morire sul Po», campagna su pericoli e insidie del fiume

La cartellonistica è scritta in italiano, tedesco, inglese, francese e spagnolo e ricorda in cinque punti che «il fiume cambia sempre»

Pierluigi Cremona

Email:

pierluigi.cremona@virgilio.it

03 Luglio 2021 - 16:25

«Non morire sul Po», campagna  su pericoli e insidie del fiume

VIADANA - Una campagna per sensibilizzare la popolazione sui pericoli e le insidie del fiume Po. La campagna «Non morire sul Po», è stata organizzata dalla Protezione civile, da Legambiente e dai Comuni di Viadana, Polesine Zibello, Roccabianca, Sissa Trecasali, Colorno, Mezzani e Sorbolo.

[LEGGI IL CARTELLO]

«Visti i recenti tristi accadimenti, il Comune di Viadana in collaborazione con la Protezione Civile Oglio Po, ha deciso di aderire alla campagna di sensibilizzazione creata da Legambiente denominata «Non morire sul Po», spiega il comunicato diffuso. «Si tratta di una campagna che mira a diffondere le buone pratiche per evitare spiacevoli accadimenti. Il Po è un fiume molto pericoloso che dietro la sua apparente calma nasconde insidie molto pericolose. Avendo sul nostro territorio molti spiaggioni, ed essendo giornate molto calde, vale la pena ricordare i rischi in cui ci si può imbattere se qualcuno avesse la malaugurata idea anche solo di toccare l'acqua. La campagna di informazione è pertanto rivolta a tutti che non conoscono bene i pericoli che il grande fiume riserva mettendo in guardia dei pericoli attraverso una locandina multilingue che verrà divulgata attraverso gli organi di comunicazione comunali». 

Si tratta di una campagna che mira a diffondere le buone pratiche per evitare spiacevoli accadimenti. Il Po è un fiume molto pericoloso che dietro la sua apparente calma nasconde insidie molto pericolose

La cartellonistica è scritta in italiano, tedesco, inglese, francese e spagnolo e ricorda in cinque punti che «il fiume cambia sempre. Quello che ieri sembra sicuro, oggi può essere pericoloso, quando c’è una riduzione di acqua nel fiume, la spiaggia aumenta ma l’acqua più vicina è più profonda, nel fiume c’è una forte corrente, nuotare nella corrente è pericoloso e vietato, nel fiume ci sono vortici e buche anche molto profonde e se ti accadesse di cadere in acqua nuota diagonalmente verso riva senza contrastare la corrente».

La campagna è stata avviata anche a seguito della tragica morte avvenuta domenica scorsa sulla sponda reggiana, nei pressi di Boretto, di due cittadini di 51 e 32 anni Emli Bordeaa e Felic Sucio, residenti a Sorbolo. Zio e nipote si trovavano — assieme ad altri loro connazionali — in località Lido Po grigliando e pescando. A un certo punto una canna da pesca forse tirata da un pesce che ha abboccato, è finita in acqua e il 51enne si è buttato in acqua allontanandosi a circa una ventina di metri dalla riva. A causa delle correnti è andato in difficoltà chiedendo aiuto. Due suoi connazionali, tra cui il nipote, si sono gettati in acqua per cercare di salvarlo senza riuscirci. Sucio, a sua volta è stato trascinato dalle correnti mentre l’altro, Sorin Birlan, era riuscito a guadagnare la riva e dare l’allarme.

La campagna, quindi, mira a ridurre al minimo il rischio, sensibilizzando la popolazione, soprattutto coloro che abitano in zone non rivierasche, che il fiume non lo conosco e che sottovalutano i pericoli quando lo frequentano.

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Commenti all'articolo

  • Aletti.renzo

    03 Luglio 2021 - 18:43

    Forse manca l'arabo e l'indiano

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