Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS. LO SCREENING

Tutti a caccia di anticorpi: «Boom» dei test sierologici

Impennata delle vendite dei pacchetti per l’autodiagnosi e delle prenotazioni nei laboratori privati. Sempre più cremonesi vogliono verificare l’efficacia del vaccino. Ma quelli rapidi vengono sconsigliati

Elisa Calamari

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

02 Luglio 2021 - 10:03

Tutti a caccia di anticorpi: «Boom» dei test sierologici

CREMONA - Cittadini a caccia di anticorpi, nella speranza di potere rimandare il vaccino o addirittura di annullare la seconda dose. Il boom di test sierologici, registrato negli ultimi mesi in tutta Italia, ha toccato anche la provincia di Cremona: c’è stata una impennata sia nella vendita di pacchetti per l’autodiagnosi – acquistabili in farmacia ma da qualche tempo pure online – sia nelle prenotazioni ai laboratori privati dove, con un semplice prelievo del sangue, è possibile quantificare la risposta immunitaria. E la speranza di tutti è chiara: avere elevati valori di Igg, ovvero le immunoglobuline che testimoniano la memoria dell’organismo e la prova che è dunque pronto ad intervenire in caso di reinfezione.

Secondo un report di Regione Lombardia, dal 18 aprile al 26 giugno sono stati ben 292.782 i lombardi che si sono fatti prelevare qualche goccia di sangue per scovare i segnali di una risposta immunitaria. Di questi, 174.001 sono risultati positivi alle Igg e 117.937 negativi. Buona parte di questi screening è avvenuta in via privata, al di fuori di programmi pubblici di monitoraggio. A confermare il boom di richieste sono anche i farmacisti: «Io personalmente ho ricevuto parecchie telefonate in merito, ma ai clienti sconsiglio il test sierologico rapido e soprattutto quello in autodiagnosi – spiega Rosanna Galli, presidente Federfarma Cremona –. Questo sia perché non permette di quantificare gli anticorpi, sia perché se viene fatto poco tempo dopo il vaccino può non rilevare la risposta immunitaria. Per questo, chi vuole verificare l’efficacia della vaccinazione stessa o il numero degli anticorpi ancora presenti dopo il Covid, è preferibile si rivolga ai laboratori per un test quantitativo».

E proprio dai laboratori, viene spiegato che l’impennata di prenotazioni riguarda sia chi ha avuto una diagnosi di Coronavirus più o meno recente e vuole verificare se è «ancora coperto dagli anticorpi», sia chi vuole accertare l’efficacia di prima o seconda dose del vaccino. «Le principali richieste riguardano persone che hanno avuto il Covid nei mesi scorsi o che hanno già completato il ciclo vaccinale – spiegano da Holis Medical Center di Cremona –. Negli ultimi tempi a sottoporsi al test sono soprattutto persone che hanno ricevuto le dosi mesi fa e vogliono controllare se hanno ancora un buon numero di anticorpi. I test sierologici talvolta vengono ripetuti per quantificare l’eventuale calo. Va detto che non c’è una regola, perché ogni individuo ha una risposta immunitaria a sé. Ci sono persone che anche dopo il vaccino sviluppano meno anticorpi rispetto alla media, ma fino ad ora non abbiamo avuto casi di persone che non li abbiano sviluppati. Noi naturalmente ci limitiamo a refertare, precisando che l’esame deve poi essere sottoposto all’attenzione del medico per ogni successiva valutazione». 

Noi naturalmente ci limitiamo a refertare, precisando che l’esame deve poi essere sottoposto all’attenzione del medico per ogni successiva valutazione

Come precisato dal laboratorio, non esiste una regola standard e dunque anche il quantitativo di anticorpi non deve né allarmare né fare sentire invincibili. Secondo una indagine del Niguarda di Milano, compiuta su 2.497 operatori, la risposta anticorpale dopo due dosi di vaccino è alta per il 98,4% del totale. Il 62,6% di essi ha avuto una risposta superiore a duemila Bau (Binding Antibody Unit) per millilitro di sangue; il 21,6% tra 1.500 e 2.000 Bau/ml; l’11,4% tra mille e 1.500 Bau/ml e il 4,3% inferiore a mille Bau/ml. Lo studio non è ancora concluso: gli operatori sanitari saranno infatti sottoposti ad ulteriori prelievi a tre, sei e 12 mesi dalla seconda dose per monitorare la permanenza della risposta anticorpale nel tempo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400