Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

SPINTA AI CONSUMI

È corsa ai 50 acquisti, ma il cashback delude

In provincia l’iniziativa accolta con diffidenza e portata avanti con scetticismo. Le associazioni del commercio: «I fondi andavano destinati ad altre iniziative»

Elisa Calamari

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

30 Giugno 2021 - 06:25

È corsa  ai 50 acquisti,  ma il cashback delude

CREMONA - Se non è fallimento totale, poco ci manca. Oggi è l’ultimo giorno del Cashback di Stato, ovvero il sistema di restituzione del 10% delle spese effettuate dai consumatori utilizzando la carta di credito o altri strumenti elettronici che consentono la tracciabilità dei pagamenti: 24 ore di rush finale per raggiungere le 50 transazioni utili e necessarie per ricevere fino a 150 euro a partire dal primo luglio. Stando ai primissimi dati nazionali, i cittadini con transizioni valide sarebbero 7,86 milioni (per un totale di 726 milioni di operazioni) ma solo 5,9 milioni ne hanno già raggiunte 50 o più, gli altri potranno recuperare solo nella giornata odierna.

La Lombardia è, insieme ad Emilia-Romagna e Marche, la regione in cui il Cashback è stato maggiormente utilizzato dagli utenti. Ma in provincia di Cremona l’iniziativa, che tramonterà definitivamente per effetto di quanto deliberato l’altro ieri sera a Palazzo Chigi, è stata prima accolta con diffidenza e poi portata avanti con scetticismo. 

I fondi spesi per il Cashback andavano destinati ad altre iniziative per la promozione delle attività, perché di sicuro questa non è stata una leva in grado di rilanciare i consumi

Secondo Andrea Badioni, presidente di Confcommercio, «i fondi spesi per il Cashback andavano destinati ad altre iniziative per la promozione delle attività, perché di sicuro questa non è stata una leva in grado di rilanciare i consumi». Badioni sottolinea che i commercianti si sono messi a disposizione, anche per spiegare le modalità di funzionamento che alla gran parte della popolazione restano ancora oggi poco chiare, ma il progetto non ha raccolto il gradimento degli utenti: «Per ogni punto vendita si stima un 12-15% di utilizzo del Cashback, dunque percentuali molto basse».

Anche per Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa - Asvicom Cremona, il Cashback di Stato non ha funzionato: «Abbiamo espresso, da subito, le nostre perplessità. Oggi i dati confermano: gli italiani che hanno aderito sono poco più del 10% e l’operazione ha evidenziato una mancata adesione da parte dei commercianti, soprattutto per i costi da sostenere in merito all’adeguamento delle casse per l’emissione degli scontrini. Sarebbero molti altri i motivi da ricercare per spiegare l’insuccesso, in primis l’elevato costo dell’accettazione dei pagamenti tramite i pos bancari che avrebbe comportato solo un aumento degli utili degli istituti di credito. Altre ragioni sono ascrivibili alle quote di rimborso esigue in proporzione alla spesa effettuata, alla reticenza del consumatore a rinunciare alla privacy e alla complessità della procedura». Ma per Tazza a dimostrare inesorabilmente il fallimento del Cashback è soprattutto la scarsa efficacia riscontrata rispetto all’obiettivo iniziale: la riduzione dell’evasione fiscale. «Innanzitutto perché sono state coinvolte solo certe categorie imprenditoriali – spiega –, notoriamente poco responsabili dei fenomeni legati alla frode. Inoltre, l’operazione è servita a dimostrare l’effetto insignificante che produrrebbe l’eliminazione del contante. Un flop sotto ogni punto di vista che non ha contributo minimamente a risollevare i consumi».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Confesercenti Cremona, Giorgio Bonoli: «Non è stato un grande successo ma va detto che la cosa non ci sorprende, perché eravamo stati critici fin dall’inizio. Dunque non siamo sorpresi. Ci aspettavamo una scarsa adesione, così come ci aspettavamo il poco apprezzamento. Se fra le principali finalità c’era la volontà di dare una opportunità al commercio e agli utenti, siamo convinti non sia stata raggiunta. E non si tratta certo di un problema di comunicazione, perché l’informazione in materia c’è stata. Le risorse andavano investite diversamente».

Intanto, a Roma, la sospensione della misura varata dall’ex governo Conte fa discutere: «Archiviare il Cashback è un grave errore», tuonano i grillini.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400