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ESTATE CALDA DELLA SANITA'

Adesso l’Oglio Po alza il tiro

Iniziato a Marcaria il tour di incontri con i sindaci da parte dei promotori dell’indipendenza dell’Asst

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

29 Giugno 2021 - 06:00

Adesso l’Oglio Po alza il tiro

CASALMAGGIORE - È iniziato sabato il tour di incontri con i sindaci del territorio da parte dei promotori del documento che chiede la costituzione dell’Asst Oglio Po, indipendente da Cremona e da Mantova, con un proprio budget e propri dirigenti.

«Una decina di sindaci - spiegano - ha già risposto via e-mail spiegando che è allo studio la nostra proposta. Sabato abbiamo incontrato a Marcaria Carlo Alberto Malatesta che ha preso l’impegno di confrontarsi all’interno della sua amministrazione per valutare il tutto. Entro la fine di questa settimana sono previsti incontri a Dosolo e a Sabbioneta con Pietro Bortolotti e Marco Pasquali. All’inizio della prossima è in previsione l’incontro con il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini».

Dove è possibile saranno presenti i redattori del documento per la parte strettamente sanitaria, Luigi Borghesi e Fabrizia Zaffanella. «Per il momento non abbiamo registrato alcuna presa di posizione contraria nelle e-mail che ci sono arrivate. Al termine del giro, comunque, renderemo noti i nomi di chi ha aderito e di chi invece, per le proprie motivazioni, non l’avrà fatto. Noi pensiamo comunque che i sindaci siano i primi a dover collaborare perché chiediamo che abbiano un ruolo di primo piano nei contenuti della riforma della legge 23. Peraltro il nostro documento, come abbiamo già detto, non si pone in contraddizione con quello presentato al presidente della Regione Attilio Fontana. In più precisa la richiesta di ottenere una nostra Asst dell’Oglio Po». 

Promesse in questi anni? Tante, troppe! Mantenute? Poche! Anzi potremmo dire oggi nessuna

Adesso stanno partendo altre e-mail per il terzo settore, le associazioni sindacali e di categoria. Il lavoro presentato come gruppo «è nato sostanzialmente da un unico pensiero che ci ha uniti: siamo lombardi dimenticati dal modello lombardo, sulla sanità e non solo! Il nostro Oglio Po comprende 90mila abitanti divisi in tanti piccoli Comuni tra le province di Mantova e Cremona: due territori troppo al confine e lontani dai capoluoghi di riferimento. Troppo distanti da Milano che non ci considera, anzi forse non sa nemmeno esattamente dove siamo! Promesse in questi anni? Tante, troppe! Mantenute? Poche! Anzi potremmo dire oggi nessuna».

Il territorio, i presidi sanitari, i presidi sociali, le infrastrutture «non sono oggi quello che erano dieci anni fa e quello che avrebbero dovuto diventare: abbiamo perso servizi, li stiamo perdendo tutt’ora e questa pandemia lo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità. I prossimi anni che ci attendono, saranno ancora più duri e noi siamo stanchi! Il famoso modello lombardo si sfalda, smantellato e indebolito dalle riforme Formigoni e Maroni, che hanno di fatto cancellato i presidi di medicina territoriale. Asst Cremona è lontana, ed è lontana pure Mantova».

Per i promotori del documento «ora è giunto il momento che questo territorio abbia finalmente una propria identità come Distretto unico con propri budget e propri servizi gestiti territorialmente! Non da Cremona o da Mantova. Abbiamo provato in questi anni a parlare, a confrontarci, a chiedere, utilizzando tutte le vie istituzionali possibili! Abbiamo anche purtroppo dovuto confrontarci con l’inerzia di vari sindaci leghisti, che negli anni si sono posti supinamente di fronte alle scelte di Regione Lombardia e dei dirigenti da lei nominati, scegliendo di privilegiare la propria appartenenza politica rispetto alla tutela dei servizi. Adesso siamo stanchi: si deve cominciare a pensare che Oglio Po è parte integrante di un sistema unico e merita le medesime attenzioni dei capoluoghi. Per questo il nostro gruppo ha lavorato per un documento che è solo l’inizio di un lavoro che continueremo a portare avanti su più fronti».

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