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CREMA. IN VIA MARTINI

Coltello in pancia per gelosia, fu tentato omicidio: processo

Rinviato a giudizio Alfio Scimonelli accusato dell’aggressione a un 45enne

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

22 Giugno 2021 - 06:10

Coltello in pancia per gelosia, fu tentato omicidio:  processo

CREMA - Il suo nome è collegata a quello di Sabrina Beccalli, la donna di 39 anni per l’accusa uccisa a Ferragosto del 2020 dall’amico Alessandro Pasini, di 46, che ha poi bruciato il corpo nella Fiat Panda data alle fiamme nella campagna di Vergonzana. Il nome è quello di Alfio Scimonelli, 47 anni, di Crema, diversi precedenti, ex di Sabrina, almeno così sostiene lui. Esattamente un mese prima di Ferragosto, il 15 luglio, mercoledì, Scimonelli, geloso di Sabrina, ha piantato una coltellata nello stomaco del suo presunto rivale in amore, un 45enne.

Il Gup, Pierpaolo Beluzzi, lo ha rinviato a giudizio per tentato omicidio su richiesta del pm Chiara Treballi.
Dal giorno del suo arresto, Scimonelli è detenuto in carcere. Ieri, dopo l’udienza preliminare è salito sul mezzo della Polizia penitenziaria per il penitenziario di Pavia. Ma in via Ruggero Manna, appena fuori dal palazzo di giustizia, ha avuto un malore. Soccorso dal 118, Scimonelli è stato trasferito in ospedale.

Torniamo indietro di dieci mesi. «Il reato sarebbe maturato in un ambito di malavita locale e per motivi di gelosia», aveva spiegato il vicequestore Bruno Pagani. Scimonelli era uscito dal carcere in aprile. Nel dicembre del 2012, il Tribunale di Lecco lo aveva condannato a sette anni e mezzo per rapina. Secondo l’accusa, faceva parte della «banda del taglierino», quattro rapinatori seriali di banche.

Dopo una lunga detenzione, Scimonelli era stato sottoposto alla misura dell’affidamento terapeutico, con determinate prescrizioni, tra cui quella di non uscire dopo un certo orario dall’abitazione e di non frequentare pregiudicati.
L’accoltellamento era avvenuto in via Enrico Martini, all’altezza del cancello dei capannoni dismessi dell’ex Grimeca. Colpito dalla lama, il 45enne era scappato e si era rifugiato nel vicino bar trattoria Stati Uniti, chiedendo aiuto alla titolare. «Ero qui da sola, si è presentato sulla porta, chiedendo aiuto. Con una mano si teneva lo stomaco, perdeva sangue, era confuso, mi ha detto di assere stato aggredito, di aver preso una coltellata», aveva raccontato la donna, poi ascoltata a lungo dai poliziotti.

Testimone dell’accoltellamento, un ragazzo che abita poco distante da dove i due si erano affrontati. Erano da poco passate le 21,30 quando il ferito, si è presentato sulla porta di ingresso del bar trattoria. Dopo aver chiesto aiuto si è accasciato fuori dal locale. La titolare era da sola, non c’erano altri avventori. Mentre cercava di capire cosa fosse accaduto a quell’uomo, ha telefonato immediatamente al numero di emergenza 112. In pochi minuti sono giunti sul posto il personale sanitario del 118 e il medico del pronto soccorso, hanno prestato le prime cure al ferito, poi trasferito al Maggiore in ambulanza e ricoverato con una prognosi di 25 giorni.

«Abbiamo ricostruito i fatti — aveva proseguito Pagani — e il movente, appunto una questione sentimentale, individuando l’autore del ferimento». Nella tarda serata di giovedì , la polizia aveva rintracciato Scimonelli a casa di amici. Si era lasciato ammanettare.

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