Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA. LA CITTA' DELLA MUSICA

Palazzo Grasselli, tesoro restituito

Terminato il primo lotto dei lavori al piano nobile dell’edificio di corso XX settembre. Sarà la nuova sede del conservatorio

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

22 Giugno 2021 - 05:55

Palazzo Grasselli, tesoro restituito

CREMONA - Nel segno di Monteverdi, la città ritrova la sua bellezza: nel segno del divin Claudio, palazzo Grasselli sfodera tutto il suo fascino, le architetture trompe l’oeil delle sue stanze affrescate, l’eleganza del piano nobile restituito in parte all’antico splendore.

E' stata svelata la prima parte dei locali al piano nobile, recupero reso possibile grazie a un investimento di circa 450 mila euro, investimento realizzato grazie a Fondazione Cariplo e al Comune, ma anche al lavoro sinergico fra il Politecnico, gli uffici del Comune, il Cr.Forma, la Scuola edile cremonese. 

L’unione fa la forza e a palazzo Grasselli ne abbiamo il segnale. Per questo abbiamo voluto che il Monteverdi Festival portasse le dolci note del divin Claudio e lo facesse con l’ensemble del festival, ma anche con gli studenti del conservatorio

Nel giorno del solstizio d’estate e della Festa della Musica, nata nel 1982 per volontà del Ministero della Cultura francese, Palazzo Magio Grasselli e tutti gli attori che stanno lavorando al suo recupero hanno messo in scena le potenzialità del prestigioso edificio di corso XX Settembre: non solo diventare sede del conservatorio Monteverdi, ma essere luogo di produzione musicale, spazio aperto ai giovani, palcoscenico della città della musica. E infatti, nel dare il benvenuto agli ospiti, il sovrintendente del teatro Ponchielli, Andrea Cigni, ha sottolineato: «L’unione fa la forza e a palazzo Grasselli ne abbiamo il segnale. Per questo abbiamo voluto che il Monteverdi Festival portasse le dolci note del divin Claudio e lo facesse con l’ensemble del festival, ma anche con gli studenti del conservatorio».

Così la fine dei lavori del primo lotto è diventata una festa, ma anche un’occasione per dire che non bisogna mollare, che la meta del recupero dell’intero palazzo è impegnativa ma realizzabile. Il secondo lotto interesserà l’intera parte restante del palazzo e prevede un investimento di oltre due milioni di euro. Per realizzare questo, il Comune ha concorso al bando degli Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo. La notizia dell’inserimento del progetto di palazzo Grasselli dovrebbe essere questione di giorni. Il sindaco Gianluca Galimberti ha spiegato con grande trasporto il valore di questo recupero, la visione che sta dietro la restituzione di palazzo Grasselli alla città, ringraziando coloro che si sono operati perché questo accadesse, i colleghi di giunta, in primis il vicesindaco Andrea Virgilio che cura la partita insieme agli architetti Ruggero Carletti e Giovanni Donadio, ma anche la collaborazione con il Politecnico e gli architetti Alberto Grimoldi e Angelo Landi. Poi la Scuola Edile con la direttrice Elisabetta Bondioni e il Cr.Forma, diretto da Paola Brugnoli. E ovviamente la Camera di Commercio con il suo presidente Gian Domenico Auricchio, Fondazione Cariplo con Renzo Rebecchi e oggi Franco Verdi, Fondazione Comunitaria con Cesare Macconi e il presidente della Provincia Mirko Signoroni. Il sindaco ha messo in evidenza come non si tratti solo di recuperare un palazzo, «ma di farlo vivere e di renderlo luogo di formazione e cultura».

Palazzo Grasselli sarà sede del conservatorio Monteverdi che si avvia alla definizione della statizzazione, grazie all’impegno del presidente Andrea Rurale e della direttrice Anne Colette Ricciardi. La geografia tracciata dal primo cittadino con il vicino palazzo Fodri, sede dei laboratori del dipartimento di Musicologia rappresentato dal direttore Claudio Vela e dalla responsabile per la terza missione, Fulvia Caruso, è quella di una città che vale perché sa e non si stanca di sapere, una città che vive perché sa investire sul futuro e fare in modo che questo coincida con la sua vocazione musicale.
Con la possibilità, ora, di rinnovare una tradizione affidandosi ai giovani che vengono in città per studiare e formarsi nella patria di Monteverdi e Stradivari. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400