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ALL'UNIVERSITA' CATTOLICA

Cibo, salute e psicologia: nuova laurea

Il binomio fra lo studio dei comportamenti e le Scienze alimentari e agrarie unicum in Italia

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

18 Giugno 2021 - 17:00

Cibo, salute e psicologia: nuova laurea

Marco Bencivenga e Guendalina Graffigna

CREMONA - La capacità di guardare lontano e di progettare il futuro è alla base dello sviluppo del Campus della Cattolica nell’ex Monastero di Santa Monica. Marco Trevisan, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, nell’intervenire nell’ambito della presentazione del libro di Guendalina Graffigna, «Esitanti», non ha potuto non sottolineare la necessità e la visione che ha portato la Cattolica a volere nell’organico della facoltà di agraria e scienze alimentari una docente di psicologia dei consumi.

«Poteva sembrare un azzardo all’inizio, ci si poteva chiedere cosa centri la psicologia con le scienze agrarie e alimentari. La risposta ci è venuta dall’attività dell’EngageMinds Hub — ha spiegato Trevisan —. Questo lavoro ha portato e sta portando a indagare i meccanismi di processi psicologici rispetto ai comportamenti che interessano il food e la salute. Tutto questo darà vita presto a una laurea interfacoltà, legata alla psicologia dei consumi. C’è quanto mai bisogno di interrogarci sul peso del sapere esperto e di quello laico, lo abbiamo visto durante la pandemia, lo vediamo tutti i giorni quando abbiamo a che fare con le fake news in campo alimentare, per limitarci al mio campo di studio e di interesse».

Nel riferire del cosiddetto sapere esperto, ovvero quello degli addetti ai lavori, Trevisan non ha esitato a parlare di snobismo, sottolineando la necessità della scienza di informare in maniera persuasiva, così che le opinioni laiche non scalzino, nell’epoca di blogger e influencer, il sapere basato sulla conoscenza scientifica. «Paracelso affermava che qualsiasi cibo può essere veleno. Qualunque cosa è veleno, dipende dalla qualità che si utilizza — ha esordito Trevisan —. E proprio nell’ambito del food siamo quotidianamente alle prese con credenze nate da mode, con assunti considerati scientifici che non hanno alcuna base concreta, ma che sanno condizionare gli atteggiamenti dei consumatori. Per questo è importante agire in modo tale che il sapere scientifico non spaventi quello laico e possa essere compreso. Tutto ciò è possibile indagando i meccanismi che portano le persone a relazionarsi e a fasce scelte in due ambiti importanti nella vita di ciascuno di noi: il cibo e la salute».

E parlando di invenzioni legate al cibo, Trevisan ha sottolineato come «tutti gli antichi grani siano stati in realtà selezionati all’inizio del XX secolo da Nazzareno Strambelli attraverso una selezione genetica — ha spiegato —. Questo fa capire quanto alcune credenze possano essere smontate dalla scienza. Ma per fare ciò e soprattutto per renderlo condiviso bisogna studiare le strategie psicologiche adeguate per incoraggiare comportamenti non solo virtuosi ma anche consapevoli». Nel segno di una visione unica e di una voglia di agire per nulla esitante, si è inserito il discorso di Lorenzo Morelli, ordinario di Microbiologia della Cattolica: «Non siamo stati per nulla esitanti — ha affermato —. La collaborazione fra una facoltà di Scienze agrarie e una di Psicologia è un unicum italiano e ha un solo eguale in Olanda. È importante che questa realtà, insieme all’EngageMinds Hub diretto dalla professoressa Graffigna, abbiano la loro sede qui a Cremona e in particolar modo nel nuovissimo Campus di Santa Monica. In questi due anni abbiamo attivato tre lauree magistrali, partirà poi quella che lega Psicologia e Scienze agrarie. E i centri di ricerca che hanno sede nell’ex monastero oggi sede della Cattolica hanno in serbo tante iniziative in dialogo con il territorio. Ma già il fatto che l’attuale facoltà di Scienze agrarie e alimentari abbia nelle sue fila un ordinario di psicologia, racconta di quanto sia importante studiare e analizzare i comportamenti delle persone in termini di approccio al cibo e alla salute». 

Mi piace definire il nostro lavoro di psicologi e ricercatori un lavoro di mediatori culturali. Il nostro compito è capire le esigenze dei cittadini e metterle in relazione con le azioni che devono compiere i decisori, piuttosto che le aziende, in un dialogo che sia fruttuoso per tutti

«Oggi più che mai siamo bombardati da mode, da notizie spesso fake sul cibo. Perché incontra il gusto dei consumatori il burger vegetale e nessuno pensa più alla farinata, piuttosto che alla pasta e fagioli — continua Morelli —. Studiare i comportamenti dei consumatori e capirne i meccanismi permette di metterci in guardia su notizie false, su verità che altro non sono che dettate da mode o da credenze infondate».

Graffigna, facendo riferimento alla mission del centro da lei diretto, ha aggiunto: «Mi piace definire il nostro lavoro di psicologi e ricercatori un lavoro di mediatori culturali. Il nostro compito è capire le esigenze dei cittadini e metterle in relazione con le azioni che devono compiere i decisori, piuttosto che le aziende, in un dialogo che sia fruttuoso per tutti». 

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