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CORONAVIRUS. L'ANALISI

Noi, tutti «Esitanti»

Gli effetti del Covid sulle nostre scelte. Presentato nel Salone dei Quadri il saggio di Guendalina Graffigna

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

18 Giugno 2021 - 16:52

 Noi, tutti «Esitanti»

Antonietti, Bencivenga, Burgazzoli, Marsella, Graffigna, Trevisan, Morelli, Galimberti, Manfredini, Crotti, Pesaro, Capelli

CREMONA - «Esitanti» lo siamo stati durante la pandemia, ma oggi quell’esitanza si può trasformare in capacità di analisi, presa di coscienza e voglia di reagire. Questo è il bel messaggio che ha lasciato al pubblico in salone dei Quadri di Palazzo Comunale la presentazione del volume «Esitanti» di Guendalina Graffigna, ordinario di Psicologia dei consumi all’Università Cattolica di Cremona e direttrice dell’EngageMinds HUB, con sede al Campus di Santa Monica. A dialogare con l’autrice sono stati il sindaco Gianluca Galimberti, Marco Trevisan, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali della Cattolica, Alessandro Antonietti, preside della Facoltà di Psicologia della Cattolica del Sacro Cuore, Lorenzo Morelli, ordinario di Microbiologia, sempre della Cattolica. A moderare l’incontro è stato Marco Bencivenga, direttore del quotidiano «La Provincia», che ha esordito sottolineando come ogni libro sia «un piccolo miracolo», non solo «perché espressione di un sentire dell’autore», ma anche perché «intimo rispecchiamento per ogni lettore». 

«Noi giornalisti abbiamo utilizzato tanti altri aggettivi per definire quanto ci accadeva durante la pandemia. Eravamo spaventati, rassegnati, ubbidienti e a volte ribelli, siamo stati resistenti e resilienti; soli, ma anche eroici. Ma perché fra tutte le possibili definizioni Esitanti risuona in maniera particolare?

Il titolo «Esitanti» è un aggettivo suggestivo. «Noi giornalisti abbiamo utilizzato tanti altri aggettivi per definire quanto ci accadeva durante la pandemia — ha spiegato Bencivenga —. Eravamo spaventati, rassegnati, ubbidienti e a volte ribelli, siamo stati resistenti e resilienti; soli, ma anche eroici. Ma perché fra tutte le possibili definizioni Esitanti risuona in maniera particolare?». Graffigna ha spiegato come il titolo faccia riferimento «all’esitanza vaccinale, ma in qualche modo sintetizzi lo stato di sospensione decisionale che ha caratterizzato non solo gli atteggiamenti dei semplici cittadini, ma anche di chi si trovava a decidere per gli altri. Il compito della psicologia è studiare i processi che portano alla presa di coscienza delle nostre decisioni. Conoscere questi processi ci permette di decidere di cambiare consapevolmente i nostri comportamenti o di lavorare perché le persone 

L’esitare nel prendere le decisioni, l’incertezza della condizione a cui ha portato la pandemia ha indotto a situazioni contraddittorie, molto spesso anche da parte degli esperti: scienziati e tecnici ai quali i cittadini e anche i decisori si affidavano per avere indicazioni sull’evoluzione pandemica, ha osservato Bencivenga facendo riferimento al capitolo in cui l’autrice mette in evidenza il rapporto contraddittorio con la scienza. «Nel libro ho tirato le orecchie a scienziati e tecnici per la gestione dei punti di vista scientifici — ha confermato l’autrice —. Il contrasto fra esperti ha disorientato molti e la ricerca della formula definitiva e risolutiva, cercata spesso dai media, ha fatto sì che ne uscissero messaggi spesso contraddittori e disorientanti. La scienza non è una verità assoluta e in questo periodo abbiamo scontato la difficoltà del mondo della tecnica e della scienza a dialogare con il pubblico non specializzato. A tutto questo si aggiunga una situazione generale di paura, molto forte in questo territorio, che ha portato ad atteggiamenti rigidi, a ricercare posizioni chiare che potessero regalarci qualche certezza».

Una situazione che ci ha cambiato e che, alcuni dicono, ha permesso di riscoprire nuovi valori, ha sottolineato il direttore de «La Provincia». Guendalina Graffigna ha osservato: «La pandemia ci ha cambiati. Abbiamo, forse, imparato a non dare per scontato nulla, a non considerare così scontato il futuro e il progresso. Paradossalmente le regioni più avanzate tecnologicamente ed economicamente hanno risposto con maggiore rigidità all’impatto con la pandemia». Anche il rapporto con le istituzioni è stato contraddittorio: c’è chi le ha considerate impegnate a preoccuparsi per la comunità, chi ha intravisto atteggiamenti prevaricatori, ha posto la questione Bencivenga. «Questa diversa percezione dei cittadini nei confronti dell’istituzione è una realtà con cui è sempre più importante relazionarsi — ha spiegato l’autrice di Esitanti —. Per questo il ruolo della psicologia diventa importante. Il nostro centro di ricerca ha come obiettivo quello di ascoltare i cittadini e i consumatori, profilarli, capirne le esigenze e le abitudini per far arrivare messaggi chiari e offrire alle aziende o ai decisori strategie di comunicazione che possano avere efficacia sui cittadini e alla fin fine sul cambiamento del nostro modo di vivere».

Da qui la parola chiave dell’attività dell’Hub Consumer Food health Engagement Research Center con sede a Santa Monica: engagement. «Che significa partecipazione, coinvolgimento attivo e capacità di mettersi in dialogo con gli altri — ha spiegato Graffigna —. Solo così possiamo pensare di costruire messaggi giusti che vadano ad intercettare le persone giuste».

Alessandro Antonietti, preside della facoltà di Psicologia della Cattolica, ha letto l’aggettivo che dà il titolo al libro di Graffigna come una grande opportunità. Da prendere e non lasciarsi scappare: «Esitare non vuol necessariamente dire non prendere decisioni, ma può anche significare fermarsi, cercare di prendere la decisione mettendo sul piano tutte le opportunità, darsi tempo non inoperoso, ma per agire in maniera consapevole — ha spiegato —. La pandemia ci ha anche messo di fronte alla complessità non solo della situazione pandemica, ma del nostro mondo. Per questo la capacità di ascolto e di comunicare diventa prioritaria. Ne abbiamo avuto un esempio nel rapporto fra scienza e cittadini e nella mediazione fatta dai media. Una cosa è comunicare le proprie conoscenze in maniera chiara e comprensibile, altra cosa è farsi imbrigliare dalle regole della comunicazione mediata, volta alla semplificazione e al sensazionalismo».

«Quando abbiamo dato la notizia della prima vittima cremasca di Covid siamo stati accusati di sensazionalismo — è intervenuto Bencivenga —. Due o tre giorni dopo titolammo: Voglia di tranquillità... Anche nel nostro lavoro di giornalisti e testimoni del tempo che viviamo abbiamo cercato di raccontare quello che accadeva, con tutte le incertezze che tutti insieme stavamo vivendo». «Tutto nasce dai cambiamenti repentini e dalla fatica che tutti noi facciamo per adeguarci a quanto ci accade. A questa possibilità consapevole e strutturata di adattamento punta la psicologia nello studio dei processi decisionali e comportamentali che riguardano il nostro modo di agire nel mondo che ci è dato».

In questa prospettiva di dialogo con la comunità, ma anche di visione della città in un contesto di crescente complessità, si è mosso l’intervento del sindaco Gianluca Galimberti. In chiusura di intervento si è rifatto alla visione di una città che guarda al futuro e in cui il nodo della formazione e dell’università è centrale: «Lo è nel lavoro che tutti insieme stiamo facendo per far sì che Cremona possa essere e vantare il titolo di capitale mondiale del latte — ha spiegato il primo cittadino —. L’esitanza di cui si parlava ci ha interrogato, ma la pandemia ci ha imposto di fare scelte da un’ora all’altra, dalla notte alla mattina. Si parlava prima di valori ed è da qui che bisogna partire. Le scelte si motivano se c’è un sistema di valori e il consenso si inserisce in quest’ottica, che chiama in causa una partecipazione collettiva e consapevole e la capacità di ascolto dell’altro».

E per rendere potente questa capacità di essere in relazione con l’altro, ritenuta determinante oggi più che mai, il sindaco ha citato il romanzo del Kazuo Ishiguro, «Klara e il sole», in cui la speranza che la mortalità di Klara possa essere esorcizzata da un’androide pronta a ricevere tutto ciò che non basta, perché noi siamo anche l’amore che gli altri ci danno. In questo senso la presentazione del volume «Esitanti» ha trasformato il nostro esitare in un’occasione per prendersi tempo. E fare futuro insieme.

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